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Mistero sul passaporto siriano del kamikaze

Dubbi sulla sua autenticità. Il numero e la foto non corrisponderebbero

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Mistero sul passaporto siriano del kamikaze

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Mistero nel mistero la storia del passaporto siriano ritrovato accanto al cadavere di uno dei kamikaze che si sono fatti saltare in aria vicino allo Stade de France.

Si tratta di un documento siriano, che sarebbe stato utilizzato da un profugo per registrarsi all’arrivo in territorio greco, come accertato da Atene. Ma nessuno si arrischia per ora a confermare che il kamikaze detentore del passaporto e il rifugiato siano la stessa persona.

Dalla Grecia all’Austria , attraverso tutti i Balcani, questo l’ipotetico tragitto che avrebbe fatto il documento attraverso l’Europa,con una conferma del passaggio anche da parte delle autorità serbe.

Una traccia che finisce in Austria e riemerge a Parigi appunto, dove il passaporto è ricomparso in sorprendenti buone condizioni, malgrado lo scoppio della cintura esplosiva di chi si suppone lo portasse indosso.

Oggi fonti dell’intelligence francese, citate dalla rete televisiva statunitense Cbs parlano di un passaporto probabilmente falso. La foto non corrisponderebbe e soprattutto il numero non sarebbe conforme alle matricole utilizzate in Siria.

Non dobbiamo mischiare le diverse categorie di persone che giungono in Europa, ha detto il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. L’individuo trovato fra i responsabili degli attacchi di Parigi non può essere messo sullo stesso piano dei veri profughi, i richiedenti asilo e gli sfollati. È un criminale non un rifugiato o un richiedente asilo.

La questione è altamente sensibile in Europa. Nel momento in cui montano quasi ovunque i sentimenti xenofobi contro i rifugiati.