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Scandalo anti-doping, Mosca accusa: "Rapporto su commissione"

Lo scandalo antidoping fa cadere le prime teste in Russia. Rimosso l’ex presidente della Federazione internazionale di Atletica leggera (Iaaf)

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Scandalo anti-doping, Mosca accusa: "Rapporto su commissione"

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Lo scandalo antidoping fa cadere le prime teste in Russia. Rimosso l’ex presidente della Federazione internazionale di Atletica leggera (Iaaf), Lamine Diack, da membro onorario del Comitato olimpico internazionale, indagato dalle autorità francesi con l’accusa di aver preso tangenti per coprire test di atleti positivi al doping. Sospeso, inoltre, con effetto immediato il Laboratorio antidoping di Mosca.

“Spero che tutto questo non intacchi il morale degli atleti, perché sono persone serie e sono sottoposti a situazioni di forte stress. Penso che ci sia qualcosa di orchestrato in questo rapporto perché alcune cose sono descritte in maniera parziale”, ha detto il presidente ad interim della Federazione Atletica russa Vadim Zelichenok.

La bufera si è abbattuta con la pubblicazione del rapporto di 332 pagine della Commissione Indipendente della stessa Wada che ha accusato la Russia di numerose violazioni delle norme antidoping.

Accuse che Mosca respinge come infondate, anche tra le strade prevale lo scetticismo. “Sono sicuro che le nostre autorità saranno oneste e all’altezza della situazione, come dimostra la storia sportiva del nostro Paese. Non sono enti peggiori di quelli di altri paesi, come gli Stati Uniti. Credo che questo sia un attacco di natura politica”, commenta un residente di Mosca.

La Wada ha accusato il governo russo di “intimidazioni dirette” nei confronti del laboratorio antidoping di Mosca. Il Rapporto ipotizza anche il coinvolgimento degli agenti del servizio segreto russo nelle Olimpiadi di Sochi.