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Doping, Mosca si difende: "Accuse infondate, mancano le prove"

Sono infondate le accuse di doping nei confronti degli atleti russi. Questa la replica del Cremlino alle incriminazioni mosse dalla commissione

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Doping, Mosca si difende: "Accuse infondate, mancano le prove"

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Sono infondate le accuse di doping nei confronti degli atleti russi. Questa la replica del Cremlino alle incriminazioni mosse dalla commissione indipendente dell’agenzia mondiale antidoping che ha chiesto alla federazione mondiale dell’atletica di bandire la Russia dalle competizioni internazionali. Mancano le prove dicono da Mosca il giorno dopo la bufera.

“Abbiamo bisogno di capire su quali elementi si è basata la commissione per arrivare a queste conclusioni, solo in questo caso le autorità potranno adottare le misure indicate. Non possiamo accettare che un’ombra del genere venga gettata sugli sportivi che si allenano duramente e onestamente, che hanno conquistato medaglie in maniera pulita”, ha detto il ministro dello Sport di Mosca, Vitaly Mutko.

350 pagine, un anno di indagini. La Wada sollecita la radiazione di 5 atleti, 4 allenatori e un dirigente.
Indignati gli sportivi come il marciatore australiano Jared Tallent secondo nella 50 Km ai Giochi Olimpici di Londra 2012 alle spalle di Sergej Kirdjapkin.

“Queste accuse sono gravi. Sergei Kirdyapkin, che si è classificato davanti a me a Londra, avrebbe dovuto esser squalificato per doping nel 2011. La Federazione internazionale di atletica (Iaaf) lo ha bandito solamente dopo le Olimpiadi di Londra. Lo hanno lasciato partecipare, pur sapendo, e mi ha battuto vincendo la medaglia d’oro”, ha detto Jared Tallent.

“Quei Giochi di fatto sono stati sabotati” è l’altra dura accusa della Commissione indipendente. La Wada chiede che la federazione di atletica di Mosca sia bandita dalle competizioni, tra cui le Olimpiadi 2016 in Brasile.