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Versatile e più facile da usare, è l'hovercraft di nuova generazione

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Versatile e più facile da usare, è l'hovercraft di nuova generazione

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Michele Carlino, euronews: “Ha la potenza di un camion, ma si guida come uno scooter. Siamo venuti sul fiume Po in Italia, per raccontarvi l’hovercraft di nuova generazione, realizzato nell’ambito di un progetto di ricerca europeo”.

Mezzo secolo dopo la sua messa a punto, l’hovercraft diventa un mezzo agile e trasformabile, totalmente operativo in situazioni di emergenza. Sostenuto da un cuscino d’aria e spinto da un’elica, si sposta su acqua e su terra, dove né le barche né gli automezzi riescono ad arrivare.

Per trasformare una macchina complessa in uno strumento di facile utilizzo, i ricercatori hanno introdotto novità tecnologiche.

“Una delle principali innovazioni è questo sistema delle superfici di controllo”, spiega Angelo Odetti, ingegnere navale alla Hovertech Ltd. “Si chiama Flaptons e permette di compensare la tendenza dell’hovercraft a inclinarsi sul lato esterno della curva che si intende realizzare”.

Marco Mastrangeli, coordinatore del progetto e presidente di Air Cushion Technologies Research Center (ACTR), si sofferma su alcune caratteristiche: “Abbiamo questo comando che ci consente di mettere il naso giù, il naso su, la retromarcia, destra e sinistra. Il motore è come se fosse il motore di un fuoribordo, lo possiamo staccare e attaccare su un altro hovercraft o metterne due accoppiati per fare un hovercraft più grande”.

Questo mezzo è efficace in caso di interventi per il controllo ambientale, per rilevare perdite di idrocarburi, ma anche per le attività di protezione civile, come vediamo in una simulazione.

“L’hovercraft ci può essere d’aiuto nel momento in cui lavoriamo in fiume, in mare ma soprattutto in alluvione”, afferma Vincenzo Minenna, istruttore di soccorso esterno, Rescue Project Asd. “Questo mezzo può essere sicuramente una soluzione e una innovazione. Importante però è la formazione del personale, infatti ci vogliono tutte le conoscenze per intervenire, sapere come avvicinarsi alla persona in acqua…”

Michele Carlino, euronews: “Ma com‘è nata l’idea di lavorare a un hovercraft di nuova generazione?”

Un castello in Liguria ospita il quartier generale della ricerca. Qui ingegneri ed esperti hanno testato ogni singola idea, spinti dalla passione di Marco Mastrangeli, coordinatore del progetto.

“Ventisette anni fa ho comprato una azienda dove c’erano dentro due piccoli hovercraft americani”, racconta Marco Mastrangeli, presidente di Air Cushion Technologies Research Center (ACTR). “Da lì ho visto che c’erano delle possibilità in laguna, però questi mezzi fondalmente erano piccoli con motori a due tempi…”

Oggi la passione per queste macchine vede impegnati insieme scienziati ed esperti a livello europeo, in una sfida non facile. Come spiega Paola Rigoni, responsabile comunicazione di Servizi Operativi Anfibi Srl: “Il consorzio Hoverspill ha visto la collaborazione dei più grandi esperti del settore della fluidodinamica, dell’ingegnerizzazione per la motorizzazione, della realizzazione dello studio delle eliche, per riuscire a far funzionare in maniera adeguata un mezzo così particolare”.

Il lavoro di squadra, oltre ad aver realizzato un veicolo multitasking, molto versatile in base ai bisogni, ha elaborato anche il progetto Shore Sentinel, per la prevenzione dei disastri costieri.

“Shore Sentinel avrà una sede a Venezia e lungo il Po”, spiega Mastrangeli. “Ogni sede dovrebbe soddisfare le esigenze, le emergenze di 200 o 300 Comuni, e poi squadre addestrate, pronte a partire per le grandi emergenze tipo nel Bangladesh, quando ci sono le inondazioni, partendo con dei containers già attrezzati con degli hovercraft che rimangono in aeroporto a Rotterdam pronti per essere spediti…”.

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