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I foreign fighters raccontati dai genitori. In Francia, il governo lancia una campagna sociale con messaggi in Tv

Veronica, Battista e Saliha hanno tutti un figlio partito per la Jihad in Siria. Jonathan una sorella di 17 anni. Di fronte alla telecamera, la voce

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I foreign fighters raccontati dai genitori. In Francia, il governo lancia una campagna sociale con messaggi in Tv

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Veronica, Battista e Saliha hanno tutti un figlio partito per la Jihad in Siria. Jonathan una sorella di 17 anni.
Di fronte alla telecamera, la voce a volte spezzata dalla commozione, raccontano la loro storia
Per fermare i foreign fighters, il governo francese ha lanciato una campagna sociale.
In messaggi video che andranno in onda sulle principali emittenti del Paese, quattro famiglie testimoniano il dolore di chi ha un figlio o un fratello partito per combattere. La campagna è anche online e social network.
“Il 13 ottobre comunicherò le misure di polizia amministrativa che riguardano le espulsioni di chi predica l’odio e i divieti di lasciare il territorio dello Stato – ha detto il ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve – . Intensificheremo la politica preventiva attraverso video che sono diffusi da oggi e che inviano un messaggio molto forte ai giovani che potrebbero farsi sedurre dal terrorismo”.
Gli spot sono l’ultima offensiva francese contro un fenomeno in espansione.
I foreign fighters, secondo le ultime stime dai servizi segreti Usa diffuse dal New York Times, sarebbero 30 mila e provenienti da un centinaio di Paesi. I reclutamenti sono in costante crescita.
Lo scorso gennaio, sull’onda emotiva per la strage di Charlie Hebdo, il governo ha lanciato un sito per raccontare il reclutamento della guerra santa, ma anche un canale attraverso il quale le famiglie possono chiedere aiuto allo Stato.