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Yemen: scambio di prigionieri tra le fazioni, civili 'imprigionati' dietro linea del fronte

Il sud dello Yemen è un immenso campo di battaglia. I ribelli sciiti Houti resistono a Taiz, mentre le milizie fedeli al presidente Abde Rabbo Mansur

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Yemen: scambio di prigionieri tra le fazioni, civili 'imprigionati' dietro linea del fronte

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Il sud dello Yemen è un immenso campo di battaglia. I ribelli sciiti Houti resistono a Taiz, mentre le milizie fedeli al presidente Abde Rabbo Mansur Hadi hanno ripreso il controllo di Daliya.

L’unico segnale di dialogo è lo scambio di prigionieri mediato dalla Croce Rossa internazionale. 30 combattenti filo-governativi sono stati scambiati con 7 comandanti sciiti Houti. È il primo segnale di distensione in un conflitto che ha già provocato oltre 4mila vittime.

Proseguono con difficoltà i raid aerei della coalizione internazionale a guida saudita: il fuoco amico ha ucciso 20 combattenti alleati.

La popolazione civile, invece, resta imprigionata dietro la linea del fronte, senza cure mediche e generi di prima necessità. L’emergenza è quella di garantire l’accesso alle strutture mediche.

“Alcuni pazienti hanno dovuto attendere ore per raggiungere l’ospedale e ricevere assistenza – spiega Joanne Liu, presidente di medici senza frontiere – A causa di questi ritardi, 5 persone non ce l’hanno fatta, perché non sono arrivate in tempo. Le emergenze devono avere la priorità”.

Oltre l’80% della popolazione dello Yemen necessita di aiuti. Le Nazioni Unite hanno dichiarato un’emergenza umanitaria di livello 3, pari a quella in vigore in Iraq, Siria e Sud Sudan.