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Perché la Turchia ha lanciato la campagna aerea contro i curdi

Ecco l’analisi del corrispondente di euronews da Istanbul, Bora Barayktar, sul perché la Turchia ha deciso adesso di avviare un’offensiva aerea

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Perché la Turchia ha lanciato la campagna aerea contro i curdi

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Ecco l’analisi del corrispondente di euronews da Istanbul, Bora Barayktar, sul perché la Turchia ha deciso adesso di avviare un’offensiva aerea contro l’Isil e il Pkk.

Chi combatte chi?

I gruppi curdi hanno acquisito credibilità e rispetto da parte della comunità internazionale da quando stanno combattendo i miliziani dell’autoproclamato Stato Islamico. Il principale gruppo curdo, il Partito dei Lavoratori (Pkk) è basato in Iraq e rivendica l’indipendenza di un territorio tra Turchia, Siria e Iraq. E’ considerato formazione terroristica dalla Turchia, dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti.
Altri due gruppi curdi, basati in Siria, ricevono appoggio aereo dalla coalizione guidata dagli Stati Uniti: sono il Partito d’ unione democratica (Pyd) e il suo braccio armato Unità per la protezione del popolo (Ypg).

Nella sua campagna di bombardamenti, Ankara nega di attaccare postazioni di Pyd e Ypg, ma quest’ultima formazione sostiene di essere stata colpita.

Fine della pace tra Turchia e Pkk?

Dopo 30 anni di conflitto, con decine di migliaia di morti, Turchia e Pkk hanno iniziato nel 2012 un percorso di pace che ha portato a una fragile tregua nel 2013. Le posizioni restano distanti: il Pkk rivendica l’indipendenza, Ankara chiede il disarmo preventivo e l’abbandono del territorio turco da parte dei curdi.

Il primo ministro turco Ahmet Davutoğlu giustifica gli attacchi aerei come risposta a un’escalation di violenza curda dalle elezioni del 7 giugno scorso. Dopo l’inizio dei bombardamenti, il Pkk ha dichiarato che la tregua con la Turchia non ha più senso.

Il contesto di politica interna

Il partito curdo Hdp ha conquistato, per la prima volta, 82 seggi in Parlamento nelle ultime elezioni. Il Pkk ha interpretato il voto come un “sì “ alle proprie rivendicazioni. Ma allo stesso tempo potrebbe temere di perdere una parte del suo potere politico a vantaggio dei curdi più moderati che siedono in Parlamento.

Le elezioni hanno inoltre confermato l’Akp del presidente Erdoğan come primo partito ma senza la maggioranza assoluta di cui godeva prima. Ha infatti perso voti a vantaggio dei curdi dell’Hdp ma anche a favore di altre formazioni nazionaliste. Con l’azione militare, l’Akp potrebbe puntare a riguadagnare la fiducia dei nazionalisti e a erodere la popolarità dell’Hdp tra i non curdi che l’hanno votato.