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Puglia: una lotta estenuante contro il killer degli ulivi

Da mesi il corpo forestale sta cercando di contenere l’epidemia che colpisce gli ulivi in Puglia. Siamo nel Salento, dove il nemico invisibile ha un

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Puglia: una lotta estenuante contro il killer degli ulivi

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Da mesi il corpo forestale sta cercando di contenere l’epidemia che colpisce gli ulivi in Puglia. Siamo nel Salento, dove il nemico invisibile ha un nome latino: Xylella Fastidiosa, un batterio che proviene dal Costa Rica.
Anche l’Europa ha lanciato l’allarme: il batterio è pericoloso per molte altre specie.

Nelle vicinanze di Casarano, incontriamo Antonio insieme ai suoi amici Gino, Giovanni e Giuseppe. Angosciati e al tempo stesso arrabbiati per l’epidemia, cercano di intervenire abbattendo i rami secchi. Il batterio infatti ottura i vasi che trasportano l’acqua dalle radice alla cima della pianta.

“Il problema principale è che questa infezione che ha colpito le nostre zone, ricordiamo che nel Salento abbiamo 25 milioni di piante – dice Antonio De Pascalis, contadino di Casarano – è la sputacchina quando ha contaminato in primavera, lo ha fatto a macchia di leopardo.

“Cosa lasciamo noi alle generazioni future? – continua Gino Ragusa, contadino – Noi dobbiamo ringraziare i nostri antenati che hanno fatto davvero dei grandi sacrifici. E noi cosa lasciamo ai nostri figli e ai nostri nipoti?”

“Stiamo chiusi come in un cimitero – dice Giuseppe Ventura – Sì, sembra di essere in un cimitero. Alla mattina vengo qua e vedo gli alberi secchi. È una pena per tutti noi contadini”.

“Attualmente – continua Antonio De Pascalis – la Xylella ha contagiato un 30% delle piante. C‘è il 70% del resto degli olivi possono essere salvate. Noi stiamo intervenendo con i nostri mezzi e le nostre conoscenze”.

Finora la Xylella è presente solo nell’Italia meridionale. I ricercatori l’hanno avvistata nel 2013 nella zona di Gallipoli, l’epicentro del fenomeno. La malattia si diffonde però a gran velocità e il timore è che possa colpire anche altre specie come ciliegi, mandorli e susini.

A Bari incontriamo Marilù, giornalista e scrittrice salentina che ha realizzato un’inchiesta sulla morìa degli ulivi. Nel suo lavoro investigativo avanza il sospetto che dietro a questa calamità ci sia in realtà la lunga mano della mafia che attraverso la corruzione politica punta a realizzare i propri progetti di speculazione edilizia.

“Ci sono già dei casi concreti su cui sta indagando la Procura – spiega Marilù Mastrogiovanni, giornalista – alcuni soggetti legati alla criminalità organizzata avrebbero diversi interessi in queste speculazioni edilizie”

La lotta contro il batterio è coordinata dal Comandante Silletti. Nel sud, la Xylella è ormai endemica. Tanto che è stata realizzata una zona cuscinetto per garantire il contenimento del batterio. Purtroppo malgrado la misura, un’area oltre la barriera è stata contaminata.

“Bisogna completare l’opera con gli insetticidi – dice Giuseppe Silletti, comandante del Corpo Forestale – Nessuno sta pensando di sterminare i vettori perché è impossibile poterlo fare. Ma se ripetiamo i prossimi anni quello che abbiamo realizzato quest’anno, sicuramente avremo buoni risultati. Si deve capire che qui il nemico è uno solo e si chiama Xylella Fastidiosa”.

A Scorrano una piccola città nel profondo sud della Puglia, Luca ha lasciato Milano per venire a vivere qui dove ha investito 100.000 euro per fondare una cooperativa agricola. Lui insieme ad altri agricoltori biologici non crede nella minaccia provocata dal batterio.Tanto che si sono opposti al piano di intervento proposto dal comandante Silletti. Finiti in Tribunale con una denuncia hanno vinto la causa.

“C‘è un dissecamento questo è vero – precisa Luca Belletti, presidente di AMRITA Scorrano – ma c‘è sempre stato. È provocato dai funghi, perché le condizioni climatiche in Salento sono cambiate negli ultimi 10 anni. Abbiamo freddi invernali a temperature inusuali, così come estati caldissime. Tante piogge. Per noi il responsabile di questa situaione è l’uso indiscriminato di pesticidi”.

Torniamo a Bari dove Maria, Oriana e Donato dell’Istituto per la Protezione sostenibile delle Piante realizzano dei test su campioni provenienti dalla zona di monitoraggio imposta dalla Commissione europea .

Al mondo esistono 1.500 varietà di ulivi. I ricercatori stanno cercando la specie che ha prodotto una resistenza naturale contro Xylella.

“Perché le piante muoiono? – spiega Donato Boscia, dell’Istituto di virologia vegetale del Cnr di Bari – Perché il batterio colpisce i vasi che trasferiscono l’acqua dalle radici alle foglie. Il batterio intasa e ottura questi vasi”.

Luca e i suoi amici fanno parte di un gruppo di resistenza che si oppone in toto contro il piano realizzato dal Corpo Forestale. Siamo a Oria al nord della zona cuscinetto . Qui non dovrebbero esserci alberi contaminati. Ma le autorità segnalano diversi casi e 7 alberi sono già stati abbattuti. Sulla lista ve ne sono altri 200.

“Il piano prevede – spiega Carlo Ceglie, del comitato di resistenza di Oria – il taglio e il divieto di reimpianto delle specie presenti in un raggio di 100 metri dalla pianta infetta. Questo significa il deserto. In Spagna, Portogallo, Francia e tutti gli amici del Mediterraneo che cosa farebbero? Accetterebbero il deserto nella loro terra?”.

Per combattere l’epidemia è fondamentale bloccare la diffusione del batterio che avviene soprattutto attraverso un insetto, la sputtacchina. Secondo gli esperti è necessario l’uso di metodi agricoli tradizionali, di prodotti chimici e l’abbattimento degli alberi contaminati nella zona cuscinetto.

“Il sacrificio di alcune centinaia – dice Giancarlo Biasco, agronomo – comporterà la salvezza del resto degli altri olivi e eviterà che il batterio possa espandersi in Italia ed eventualmente negli altri paesi del resto d’Europa”.

Andiamo verso sud, a Palmariggi, dove nelle vicinanze si trova un bosco di ulivi millenari.

Quest’area che conta 70 mila ulivi appartiene a Raffaele Cazzetta, uno dei principali produttori della zona. Secondo lui le piccole aziende agricole dovrebbero lavorare insieme, perchè i boschi abbandonati costituiscono una minaccia per la diffusione della malattia.

“Vi faccio assaggiare un olio che è una particolarità perché è prodotto da ulivi millenari – dice Raffaele Cazzetta, produttore – Quest’olio è la storia del nostro popolo, è l’identità, la nostra cultura e memoria storica. C‘è una grande paura tra noi che ci dedichiamo agli ulivi perché il dissecamento crea paura”.

Torniamo a nord, a Oria, dove Nino sta cercando di eliminare le parti morte di questo albero. Ha sempre lavorato negli uliveti, ed ora a 77 anni vede diffondersi una malattia letale per delle piante che rappresentano la vita.

“È colpa nostra per quello che è successo – dice Nino Baldari, contadino – perché abbiamo abbandonato la campagna. 40 -50 anni fa intervenivamo così togliendo la parte che rappresenta un tumore. Noi dobbiamo dare la vita all’albero come lui ce la restituisce”.

I metodi di coltivazione tradizionali, aratura e potatura, insieme al taglio dei rami malati saranno sufficienti a fermare l’epidemia? Non ne è convinta l’Unione europea che per evitare la diffusione nel resto del continente prevede un vasto uso di prodotti chimici e l’abbattimento degli alberi malati nella zona cuscinetto.

Giuseppe Silletti: un nemico chiamato Xylella

A Bari, Euronews ha incontrato Giuseppe Silletti, comandante del Corpo Forestale pugliese, responsabile del coordinamento nella lotta contro la malattia che sta colpendo gli ulivi, provocata dal batterio Xylella Fastidiosa. Al fine di contenere la trasmissione, la Commissione europea e il governo italiano hanno imposto un “cordone sanitario” che attraversano l’Italia meridionale da costa a costa. Qui il linkl per l’intervista completa (in italiano) con il Comandante Silletti.

Giancarlo Biasco: la Xylella è un vero pericolo

La ricerca sulla Xylella Fastidiosa, il batterio che sta provocando una morìa di ulivi, è aumentata dice Giancarlo Biaso, agronomo di Lecce. Qui l’intervista completa (in italiano).

Donato Boscia: gli ulivi nel mirino della Xylella

Euronews ha intervistato il responsabile della Unità Organizzativa di Bari dell’Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante, in prima linea nella lotta contro Xylella. Le ricerche per salvare le oltre 1500 varietà di ulivi conosciute nel mondo, la ricerca è indirizzata anche ai rimedi naturali. Qui il link con l’intervista integrale (in italiano).