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Scandalo Nsa: Il 'grande orecchio' Usa ascoltava Parigi, imbarazzo all'Eliseo - intervista

Il governo degli Stati Uniti ha spiato i Presidenti francesi. Il grande ‘orecchio’ americano ha ascoltato le conversazioni telefoniche di Jacques

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Scandalo Nsa: Il 'grande orecchio' Usa ascoltava Parigi, imbarazzo all'Eliseo - intervista

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Il governo degli Stati Uniti ha spiato i Presidenti francesi. Il grande ‘orecchio’ americano ha ascoltato le conversazioni telefoniche di Jacques Chirac, Nicolas Sarkozy e dell’attuale inquilino dell’Eliseo, Francois Hollande, nei primi mesi del suo mandato.

I documenti top secret svelati da Wikileaks minano ulteriormente il rapporto di fiducia tra gli alleati occidentali, già compromesso dalle rivelazioni che svelarono le intercettazioni ai danni della Cancelliera tedesca, Angela Merkel.

Insieme ai tre furono intercettati anche diversi ministri, deputati e diplomatici. Nei file ci sono anche numeri di telefono personali.

Durante la crisi dei mutui Subprime, gli Stati Uniti ascoltarono le critiche di Sarkozy alla gestione dell’economia da parte di Washington e sapevano che l’ex presidente sosteneva di aver raddrizzato lui stesso la rotta grazie ai suoi consigli.

Oltreoceano erano a conoscenza anche della volontà dell’ex presidente francese di far partire, nel giugno 2011, dei negoziati di pace israelo-palestinesi senza coinvolgere la Casa Bianca. Washington ascoltava Sarkozy pianificare, alle loro spalle, la formazione di un gruppo di contatto formato da quattro Paesi. E sapevano anche che illustrò il suo progetto all’ex Presidente russo, Dimitri Medvedev.

Vittima delle intercettazioni anche François Hollande, quando era appena arrivato all’Eliseo.

In una conversazione, il Presidente francese cerca di organizzare una riunione segreta a Parigi per valutare la crisi della zona euro e le conseguenze di una uscita della Grecia dalla moneta unica. C‘è poi la scoperta che i servizi segreti tedeschi facevano il doppio gioco con il proprio governo, consentendo alla Nsa di usare una centrale di ascolto in Baviera per spiare l’Eliseo e l’Unione europea a Bruxelles.

Mentre la Francia cerca di uscire dall’imbarazzo, Wikileaks si rivolge ironicamente al governo di Parigi perché sia fiero di essere considerato importante come quello tedesco.

Rircordando l’altra rivelazione che portò alla luce le intercettazioni ai danni del capo del governo di Berlino, Angela Merkel. La Merkel è stata intercettata dal 2000, quando era leader della Cdu, i presidenti francesi dal 2006 al 2012.

Il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, assicura che presto ci saranno nuove rivelazioni, ma è comunque improbabile una crisi tra i due Paesi, che sono coinvolti insieme in una serie di conflitti nel mondo.

Euronews ha intervistato il diretoore editoriale di Mediapart.

euronews:
François Bonnet è uno dei fondatori del sito Mediapart e della Wikileaks francese, Frenchleaks, lanciata nel 2011.

Insieme al quotidiano Liberation, oggi voi pubblicate dei documenti classificati, documenti secondo i quali gli Stati Uniti hanno spiato tre presidenti francesi.
Come avete ottenuto questa documentazione?

François Bonnet:
Abbiamo un partenariato da tempo con Wiikileaks, siamo stati uno dei primi mezzi di informazione in Francia a sostenere Julian Assange e le sue rivelazioni.
Perché si tratta di questo: in perfetta illegalità, stando ai trattati internazionali, gli Stati Uniti hanno massicciamente spiato dei governi ed altre entità all’estero e hanno in particolare sottoposto a spionaggio massiccio uno dei loro migliori alleati, la Francia. E questo non in occasione di una crisi, ma durante un lungo periodo.

Dunque per un buon decennio è stato allestito un meccanismo di sorveglianza, di spionaggio telefonico, d’intercettazione di tutte le comunicazioni elettroniche, che non ha colpito soltanto tre presidenti, cioè Chirac, Sarkozy e Hollande, ma che riguarda anche degli alti funzionari, direttori di amministrazioni pubbliche, amministratori d’impresa, consiglieri ministeriali, ed è lì che chiaramente la vicenda assume i contorni di una crisi grave.

euronews:
Avete pubblicato tutto o ci riservate ancora qualche sorpresa?

François Bonnet:
Beh, no, siccome si tratta di documenti importanti e direi che ciascuno racconta delle vicende diverse, delle vicende di sorveglianza, di spionaggio, pubblicheremo questi documenti in diverse ondate, per avere il tempo ogni volta di analizzare la portata esatta di questi documenti.

euronews:
Che cosa ci dice questa documentazione sulle relazioni tra gli Stati Uniti e i loro alleati?

François Bonnet:
La morale è che la diffidenza sta comunque alla base delle relazioni tra alleati.

euronews:
Ma non è nuovo

François Bonnet:
Non è nuovo, ma è nuovo su questa scala. Bisogna capire che gli errori della NSA e anche quelli della CIA hanno danneggiato l’immagine degli Stati Uniti come grande Paese democratico.
Cioè, nel momento in cui gli Stati Uniti hanno voluto proteggersi con dei sistemi di sorveglianza incredibilmente sofisticati e sistematici, questi sistemi di sorveglianza non li hanno veramente protetti, questa è la prima conclusione che se ne può ricavare, e la seconda è che questi sistemi stanno distruggendo l’immagine di potenza democratica degli Stati Uniti.

euronews:
E Julian Assange… È ancora attivo, ora che si trova nell’ambasciata dell’Ecuador nel Regno Unito, vero? È lui che guida l’operazione?

François Bonnet:
Julian Assange oggi è molto attivo. Vorrei però sottolineare la situazione assolutamente insopportabile in cui si trova da quasi tre anni: Julian Assange vive recluso in una piccola stanza dell’Ambasciata dell’Ecuador a Londra, e non può uscire, altrimenti scatta l’arresto immediato. Edward Snowden, invece, vive da recluso in Russia. E penso che la grandezza della Francia di dimostrerebbe concedendo il diritto d’asilo ad Assange e Snowden.

euronews:
C‘è chi lo propone

François Bonnet:
Sempre più persone lo propongono in Francia perché queste persone si battono per le nostre libertà. Ed è per questo che ritengo indispensabile che la Francia, o un altro Paese europeo, accordi l’asilo politico ad Assange e Snowden.

euronews:
Grazie a François Bonnet, direttore editoriale di Mediapart.