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Caos in Macedonia, lasciano ministro dell'Interno e capo intelligence

Le dimissioni non sarebbero legate agli episodi di Kumanovo. L'opposizione non si placa.

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Caos in Macedonia, lasciano ministro dell'Interno e capo intelligence

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Una battaglia contro un gruppo terroristico che si è risolta in una carneficina, come dice il governo, o un diversivo come sostiene l’opposizione?

I 22 morti di Kumanovo, 8 poliziotti e 14 sovversivi stando alle autorità, fanno discutere la Macedonia, ma non sarebbero direttamente legati alle dimissioni del ministro dell’Interno, Gordana Jankulovska, e del capo dell’intelligence Saso Mijalkov, cugino del premier.

Entrambi hanno accompagnato l’addio ai loro incarichi con l’auspicio che servisse a superare la crisi politica che nel Paese si trascina da mesi e che vede nell’occhio del ciclone il premier Nikola Gruevski.

Il suo esecutivo sarebbe responsabile di aver controllato giudici e giornalisti, truccato le elezioni e affidato ruoli chiave nel comparto pubblico a figure compiacenti. Così afferma il leader dell’opposizione Zoran Zaev, secondo quanto contiene il dossier di un informatore. Secondo il primo ministro opera di servizi segreti stranieri.

I passi indietro di Jankulovska e Saso Mijalkov non sembrano destinati a placare la folla, che ha organizzato una nuova manifestazione per domenica.