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Veleggiando sulla rivoluzionaria Hermione verso gli USA

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Veleggiando sulla rivoluzionaria Hermione verso gli USA

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L’Hermione naviga verso l’America come accadde 235 anni fa, sicuramente col fantasma di La Fayette a bordo. La fregata è una ricostruzione fedele

L’Hermione naviga verso l’America come accadde 235 anni fa, sicuramente col fantasma di La Fayette a bordo. La fregata è una ricostruzione fedele della nave da guerra con la quale il marchese diffuse le idee rivoluzionare in America. Questa autentica “macchina del tempo” è stata progettata da un gruppo di appassionati di navi che si sono dati appuntamento a Rochefort-sur-Mer, sulla costa atlantica francese.

Yann Cariou è il capitano dell’Hermione. Ha piu’ di 35 anni di esperienza nella Marina Militare e Mercantile.

Yann Cariou, Capitano: “ In quanto a manovre è il piu’ complesso battello al mondo, perchè bisogna saper manovrare alberi e vele del XVIII secolo, una nave da guerra molto efficace.
E’ un po’ come le odierne navi a vela da competizione pero’ pesa 1000 tonnellate”.

All’epoca l’equipaggio era costituito da 200 uomini circa. Per ragioni di sicurezza oggi non sono che 79 i marinai a bordo in maggioranza giovani volontari. Si sono allenati duramente per affrontare le manovre in qualunque circostanza.

Nicolas Chambon, mozzo:“Si puo’ salire fino a 50 metri di altezza fino ai
parrocchetti sull’albero maestro col grande parrocchetto che non va bene per ogni tempo, non puo’ essere messo con la tempesta e puo’ esserci un brusco cambiamento del tempo cosi’ bisogna mettere il parrocchetto generale. Bisogna salire in fretta sull’alberatura e chiudere il parroccheto d’urgenza. Non si puo’ soffrire di vertigini o aver mal di mare, in alto l’oscillazione è fortissima, è moltiplicata rispetto al dondolio in coperta”.

Ci sono voluti 17 anni per ricostruire l’Hermione pezzo per pezzo. Dispone di 25 chilometri di scotte, la velatura raggiunge una sperficie di 2 200 mq. Questo prodigio tecnico ha preteso una perizia artigianale d’altri tempi.

Benedict Donnelly, Presidente dell’associazione Hermione: “Abbiamo tessuto le vele in lino cosa che non si faceva piu’ in Francia. Non ci sono piu’ vele in lino. Abbiamo fatto le scotte con la canapa grazie ai nostri amici svedesi che sono venuti dalla Svezia per fabbricarle e per insegnarci a farle, nel loro contratto c’era anche questo incarico didattico per consentire di riprendere la tradizione in Francia. Il viallaggio di artigiani che abbiamo messo insieme attorno alla costruzione dell’Hermione nel corso degli anni resterà. Ci sono molte “start-up” di vario tipo che sono nate col progetto. C‘è fierezza per questa filiera imprenditoriale attono a noi”.

Al momento della traversata nel 1780, il marchese de La Fayette non aveva donne a bordo. Oggi un terzo dell’equipaggio è composto da donne fra le quali ci sono diversi ufficiali anche con incarichi sorprendenti.

Anne-Laure Barberis, Tenente di Vascello:
“Ho sempre desiderato navigare con i grandi velieri e adesso ecco l’opportunità. Arrivando qui mi sono ritrovata ad essere il Tenente di Vascello artigliere e quindi sono io che mi occupo di questi pezzi, cannoni da 12 e da 6. Sono io che carico le bocche da fuoco al momento delle feste, di effettuare i tiri e controllare di non far male a nessuno non è piu’ il tempo in cui sparavamo sugli inglesi”.

Nessun inglese è imbarcato sull’Hermione pero’ ci sono due americani. Questo sogno un po’ folle è costato 25 milioni di euro pagati da generosi mecenati, dalle collettività locali della costa atlantica francese e dai 4 milioni di visitatori che sono saliti sull’Hermione. Dopo l’avventura americana il tre alberi avrà altre vocazioni.

Benedict Donnelly
: “Si tratta di una nave museo ma è anche un battello che svolge funzioni di ambasciatore del nostro paese, di tutti i nostri territori. Bisogna in futuro immaginare progetti a lungo termine che siano condivisi con i paesi che ci accolgono, civogliono 3 – 4 anni. Ho lanciato l’idea di andare nell’oceano Indiano nel 2018 o 2019, andare sull’isola Mauritius dove il veliero originale era andato e che si faccia una nuova storia. E’ un nave bella fatte per navigare un superbattello!”

Erik Orsenna, autore: “Bisogna ampliare gli orizzonti, non ci si deve chiudere brontolando nelle stradine. Bisogna aprirsi e farsi portare dai grandi venti!”

Dopo aver lasciato il fiume Charente dove è nata l’Hermione è già in navigazione per gli Stati Uniti dove giunge il prossimo 5 giugno per rinnovare l’amicizia tra Francia e Stati Uniti d’America.