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Italia condannata per "torture" durante il G8 di Genova

La Corte europea dei diritti umani ha analizzato i pestaggi della polizia nella scuola Diaz e critica l'assenza del reato di "tortura" nel codice penale italiano, una lacuna che ha lasciato impuniti i

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Italia condannata per "torture" durante il G8 di Genova

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A Genova ci fu tortura. Quattordici anni dopo la violenta repressione delle manifestazioni no global da parte della polizia italiana, la Corte europea dei diritti umani ha condannato l’Italia per i fatti avvenuti nella scuola Diaz durante il G8 del 2001. Nell’incursione della polizia 82 persone furono ferite e 93 arrestate.

Point of view

Che tristezza che deve essere un'entità "esterna" come la Corte di Strasburgo a spiegarci che alla Diaz ci fu tortura

I magistrati europei hanno accolto il ricorso presentato da Arnaldo Cestaro che all’epoca aveva 61 anni. Il signor Cestaro fu aggredito da alcuni agenti tanto da dover essere operato. Un trattamento che deve essere considerato come “tortura” secondo i magistrati. Ora l’Italia dovrà pagare al signor Cestaro un risarcimento di 45000 euro per danni morali.

Ma la Corte è andata oltre ed ha denunciato l’inadeguatezza della legislazione penale italiana che non prevede il reato di “tortura”. Una lacuna che ha permesso ai responsabili del pestaggio di non essere condannati.

La proposta per introdurre il reato di tortura nel codice penale è in discussione al Parlamento italiano da quasi 2 anni.

Il provvedimento, che potrebbe essere approvato entro l’estate, prevede l’introduzione del reato di tortura come reato comune con pene da 4 a 10 anni di carcere. E’ prevista una aggravante nel caso la tortura venga perpetrata da un pubblico ufficiale con le pene che vanno dai 5 ai 12 anni.

Dopo il verdetto Daniele Vicari, regista del film “Diaz- Dont’ Clean Up This Blood” ha twittato con amarezza “Che tristezza che deve essere un’entità esterna come la Corte di Strasburgo a spiegarci che alla Diaz ci fu tortura”

Diversa la posizione di Gianni Tonelli, segretario nazionale del sindacato autonomo di polizia” la Diaz non è stata sicuramente una bella parentesi ma parlare di tortura mi sembra eccessivo” ed ha aggiunto in “In Italia la normativa c‘è già ed è presente, ma non è stata qualificata come tale perché si cerca di far passare un manifesto ideologico contro le forze dell’ordine.

Per Amnesty International la sentenza mostra che è ora di introdurre il reato di “tortura” nel codice penale italiano.