ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Orso d'oro "politico", premiato il "Taxi" di Panahi, che non può lasciare l'Iran

A ritirare il premio la nipote. Orso d'argento ex aequo a una regista polacca e uno rumeno.

Lettura in corso:

Orso d'oro "politico", premiato il "Taxi" di Panahi, che non può lasciare l'Iran

Dimensioni di testo Aa Aa

Per Jafar Panahi non è una novità che si parli di lui in sua assenza. Il regista iraniano non può lasciare il Paese. Uno dei tanti limiti impostigli dall’autorità, cui è inviso. L’Orso d’oro, consegnato dal presidente della giuria Darren Aronofsky, lo ha sollevato la nipote Hana Saeidi, che appare anche nel film.

Nel quale Panahi si improvvisa autista di Taxi, raccontando la varia umanità di Teheran e lasciando solo sullo sfondo il regime.

Due film si sono aggiudicati, ex aequo, l’Orso d’argento per la miglior regia. Il primo è “Body” della polacca Malgorzata Szumwska.

Racconta di un medico legale e della sua figlia anoressica Olga, in permanente lutto per la madre morta. Una commedia nera che esplora la paura e il desiderio di intimità, le pieghe dell’autolesionismo che cerca una via di fuga nell’esoterismo.

“Sono totalmente scioccata. In senso positivo. È raro per il cinema polacco vincere questo premio” ha affermato la regista dopo averlo ritirato.

L’altro vincitore è il rumeno Radu Jude, con “Aferim!”, ambientato nella Valacchia del 1835 e nel quale si racconta la fuga di uno schiavo zingaro.

Gli Orsi d’argento per migliore attore e attrice sono andati a Tom Courtenay e Charlotte Rampling coprotagonisti di “45 anni”.

L’Orso d’argento gran remio della giuria è andato a “El Club”, di Pablo Larrain, film cileno sugli abusi sessuali nella Chiesa.

Al film del Guatemala ‘Ixcanul Volcano’ di Jayro Buscamante, sulla vita di una comunità maya, è andato l’Orso d’argento Premio Alfred Bauer, che viene assegnato a opere nuove che “aprono nuove prospettive”.

Niente più dell’ottima accoglienza alla proiezione ha ottenuto il film d’esordio della regista italiana
Laura Bispuri, “Vergine giurata”, con Alba Rohrwacher. Unica pellicola italiana in concorso alla 65/ma edizione della kermesse tedesca. Regista e attrice erano già partite in giornata e non sono apparse alla cerimonia.

“La Berlinale – dice l’inviato di euronews, Wolfgang Spindler – ha mandato un segnale politico, con l’Orso d’oro al film dell’iraniano Jafar Panahi, la giuria internazionale ha mostrato solidarietà al regista, che lotta nel suo Paese con la censura, ilo divieto di lavorare e viaggiare”.