ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Conferenza a Monaco: Europa e Stati Uniti divisi sull'invio di armi a kiev

Occidente spaccato sull’invio di armi all’Ucraina. La seconda giornata della conferenza sulla sicurezza a Monaco ha evidenziato la siderale

Lettura in corso:

Conferenza a Monaco: Europa e Stati Uniti divisi sull'invio di armi a kiev

Dimensioni di testo Aa Aa

Occidente spaccato sull’invio di armi all’Ucraina. La seconda giornata della conferenza sulla sicurezza a Monaco ha evidenziato la siderale lontananza tra Europa e Stati Uniti sull’ipotesi avanzata da Washington di fornire equipaggiamento e armi all’esercito di Kiev. Per la cancelliera Angela Merkel significa dichiarare guerra a Mosca. Il presidente ucraino ha ribadito e precisato la sua posizione.

‘‘Molti analisti hanno detto che rinforzare i nostri militari provocherà altre aggressioni. Al contrario, è questo vuoto nella capacità militare difensiva che innesca un’operazione offensiva contro l’Ucraina con un’escalation della crisi. Nel corso del conflitto, abbiamo dimostrato di essere responsabili, non useremo l’equipaggiamento per attaccare. Più forte sarà la nostra capacità di difenderci, più convincente sarà la nostra voce diplomatica’‘, ha dichiarato Petro Poroshenko.

L’Europa insiste sulle sanzioni economiche contro Mosca come soluzione del conflitto. Un nuovo pacchetto di misure è in via di approvazione dai ministri degli Esteri dell’Unione Europea. Sarebbero complessivamente 19 i nomi, tra ucraini e russi, sottoposti al divieto di visto e al congelamento dei fondi.

Il destinatario più rilevante di queste sanzioni è il vice ministro russo della Difesa che a Monaco ha ironizzato.

‘‘Sono onorato, questo significa che sto lavorando in modo efficace. È un’osservazione positiva, di grande considerazione o apprezzamento rispetto a quello che ho fatto. Sono un po’ sorpreso quando sento che qualcuno vorrebbe introdurre sanzioni contro i diplomatici. Cosa succederà in futuro? Chi avvierà il dialogo?”, ha detto a euronews Anatoly Antonov.

‘‘Ottimismo’‘ per un accordo di pace è stato espresso, almeno a parole, dal ministro degli Esteri russo. Sergej Lavrov a Monaco ha incontrato il segretario di Stato americano John Kerry.

Il messaggio di Mosca agli Stati Uniti e all’Europa è chiaro: ‘‘armare Kiev significa infiammare la crisi’‘.