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Giappone contro il terrorismo: una task force per garantire la sicurezza

Una task force contro il terrorismo. Dopo la decapitazione di due ostaggi in Sira, il governo di Tokyo decide così di rafforzare la sicurezza

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Giappone contro il terrorismo: una task force per garantire la sicurezza

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Una task force contro il terrorismo. Dopo la decapitazione di due ostaggi in Sira, il governo di Tokyo decide così di rafforzare la sicurezza all’interno dei confini ma anche all’estero. Ovunque ci siano cittadini giapponesi. Il premier Shinzo Abe non esclude l’utilizzo dell’esercito per salvare in futuro cittadini giapponesi in pericolo, mentre il capo di gabinetto mette tutti in guardia: la minaccia rappresentata dai terroristi appartenenti al sedicente Stato Islamico riguarda tutto il Paese.

“Il video che ha la pretesa di mostrare la morte di Goto – spiega Yoshihide Suga – include anche un messaggio: quello che ora i terroristi stanno prendendo di mira tutti i giapponesi, il che rende il terrorismo una minaccia reale e immediata per tutti noi”.

Distrutta dal dolore la madre di Kenji Goto, che fino all’ultimo aveva sperato nel rilascio del figlio. Il freelance era stato sequestrato lo scorso autunno e il video della sua decapitazione era stato diffuso sabato: “Ha mostrato il suo amore per chiunque nel mondo. Sono molto orgogliosa di lui”.

Lo scorso 20 gennaio i terroristi avevano fatto sapere di volere 200 milioni di dollari in cambio della vita di Goto e Yukawa. Poi però avevano modificato la richiesta: al posto del denaro, chiedevano la liberazione di una terrorista irachena, arrestata in Giordania e accusata di aver preso parte a un attentato ad Amman che, nel 2005, causò la morte di 50 persone.