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Cosa c'è da sapere sul debito greco: chi è esposto (e chi potrebbe rimetterci)

Guida pratica al debito ellenico Debito greco, questo sconosciuto. Perché le sue dimensioni e soprattutto la sua presunta insostenibilità stanno

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Cosa c'è da sapere sul debito greco: chi è esposto (e chi potrebbe rimetterci)

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Guida pratica al debito ellenico

Debito greco, questo sconosciuto. Perché le sue dimensioni e soprattutto la sua presunta insostenibilità stanno facendo perdere il sonno a molti all’interno della zona euro? Per capirlo, bisogna innanzitutto andare alle radici del problema e capire di che cosa stiamo parlando.

Dopo una recessione durata sei anni e ben due pacchetti di salvataggio concessi dalla “troika” di creditori internazionali (Ue, Bce ed Fmi), il debito pubblico della Grecia si attesta a circa 324 milioni di euro, ovvero il 175% del Prodotto interno lordo. Impressionante, considerato che il limite imposto dai parametri di Maastricht è del 60%.

La crisi del debito greca è ora entrata in una nuova fase: la vittoria elettorale della sinistra radicale di Syriza ha portato alla formazione di un nuovo governo guidato da Alexis Tsipras. Le promesse: la fine dell’austerity, dell’“umiliazione” e delle “sofferenze” imposte dalle rigide condizioni dei pacchetti di salvataggio.

Le dichiarazioni infuocate del nuovo governo hanno ovviamente provocato molte preoccupazioni tra i creditori europei ed internazionali. Tutto questo mentre Atene si avvicina alla fine del suo programma di aiuti, prevista per il 28 di febbraio, ed è tecnicamente ancora alle prese con gli ispettori della troika per ricevere un’ultima tranche di fondi da 7 miliardi di euro.

Le due parti in causa, i creditori della zona euro e Atene, devono trovare un compromesso sull’estensione del programma entro tale data. In caso di fallimento la Grecia si troverebbe “scoperta” e potrebbe avere nuovi problemi di rifinanziamento del proprio debito, mentre le banche elleniche si potrebbero trovare tagliate fuori dai programmi di liquidità della Bce.

Per il momento il governo Tsipras sostiene di non voler allungare il programma e di voler rifiutare l’ultima tranche di aiuti. Ma il punto è la rinegoziazione di gran parte del debito: se un taglio del valore nominale (il cosiddetto “haircut”, dove a rimetterci è il creditore) sembra escluso da più parti, è probabile che si arriverà a un compromesso almeno sull’allungamento delle scadenze o sull’abbassamento degli interessi.

Tutti contro l'austerity? Sì, quando il debito è degli altri

Chi è maggiormente esposto al debito greco? Domanda fondamentale. Nonostante i festeggiamenti per la vittoria di Tsipras si siano visti in tutta Europa, bisogna ricordare che a rimetterci, in caso di insolvenza greca, potremmo essere anche noi.

Gran parte del debito greco, come mostra il grafico sottostante, è detenuto dai governi della zona euro (i quali si finanziano, ovviamente, con l’imposizione fiscale su cittadini e imprese).

Quali Paesi sono più esposti? Molte delle rigidità della Germania nei confronti del rigore di bilancio si possono comprendere guardando questo secondo grafico. I governi più esposti al debito greco sono, nell’ordine, Germania, Francia e Italia, seguiti da Spagna e Paesi Bassi.

Immaginiamo, per un secondo, che in uno slancio di generosità tutti i governi dell’Eurozona decidessero di cancellare in toto il debito greco. In questo terzo grafico potere ossevare quanto ci rimetterebbe ognuno di noi, in base al Paese di provenienza. In Italia parliamo di 623 euro a testa.