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Argentina: la presidente Kirchner non crede al suicidio del procuratore Nisman

Nemmeno la ‘presidenta’ crede più all’ipotesi del suicidio: Christina Kirchner ha scritto una lunga lettera pubblica, la seconda in due giorni, e

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Argentina: la presidente Kirchner non crede al suicidio del procuratore Nisman

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Nemmeno la ‘presidenta’ crede più all’ipotesi del suicidio: Christina Kirchner ha scritto una lunga lettera pubblica, la seconda in due giorni, e questa volta la presidente argentina si dice convinta che il procuratore che indagava su di lei, Alberto Nisman, non s‘è suicidato.
La Kirchner torna poi a dire che le accuse di Nisman erano infondate, e che il procuratore basava la sua inchiesta su informazioni avute dall’ex capo del Side, la segreteria di intelligence, da lei rimosso nel novembre scorso.
Alberto Nisman indagava sull’ipotesi di coperture fornite dalla presidente per escludere le responsabilità iraniane nell’attentato del ’94 al centro ebraico di Buenos Aires, una manovra legata secondo il procuratore alle forniture di petrolio.
Ma per la presidente il probabile omicidio del procuratore è una manovra contro il governo.
Dopo la Kirchner, è intervenuto anche il Ministro per la Sicurezza, Sergio Berni, secondo il quale “l’ipotesi del suicidio si allontana sempre più”. Dichiarazioni in linea con il sentimento della piazza, che però accusa il governo. Per il 70% degli argentini – rivela un sondaggio – Nisman è stato ucciso, e per l’82% le sue accuse alla Kirchner sono credibili.