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Germania: il movimento anti-Islam Pegida fa sempre più adepti

Erano qualche centinaio due mesi fa quando il movimento è stato creato. Ora Pegida, acronimo di “Patrioti europei contro l’islamizzazione del Paese”

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Germania: il movimento anti-Islam Pegida fa sempre più adepti

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Erano qualche centinaio due mesi fa quando il movimento è stato creato. Ora Pegida, acronimo di “Patrioti europei contro l’islamizzazione del Paese” ogni lunedì si riunisce sempre più numeroso, a Dresda in Germania. Erano 17.500 la vigilia di Natale. Tra gli slogan: “No all’islamizzazione” e “Noi siamo il popolo”, quello scandito nell’89 dai cittadini della Ddr.

Sostenuto da vari movimenti di estrema destra e dal partito anti-euro “Alternativa per la Germania”, Pegida è stato creato da Lutz Bachmann: “La Germania non è il Paese dell’immigrazione. L’integrazione non significa vivere l’uno accanto all’altro, ma vivere assieme sulla base dei nostri valori cristiano-giudaici, della nostra costituzione e della nostra cultura tedesca con le sue radici cristiano-giudaiche, caratterizzata da cristianesimo, umanesimo e Illuminismo.”

Questo fotografo quarantunenne – con condanne alle spalle, per furto e per traffico di droga – ha deciso di creare questo movimento lo scorso ottobre dopo aver visto in televisione le immagini delle manifestazioni curde in Germania contro la guerra in Siria e quelle degli scontri tra curdi e salafiti per le strade di Amburgo. In risposta ha lanciato un appello a manifestare sui social network.

I militanti di Pegida intonano canti religiosi e rivendicano le radici giudaico-cristiane, ma dietro questa facciata si nasconde un atteggiamento razzista che fa sempre più adepti. “Guardate i nostri richiedenti asilo. Sono soltanto uomini. Dove sono le loro famiglie? Qui sono arrivati criminali che si sono lasciati alle spalle le loro famiglie in zone di guerra”.

Oltre a essere la destinazione principale dei migranti in Europa, la Germania è anche la prima destinazione dei richiedenti asilo. Nel 2014 ha accolto 200.000 rifugiati, più del doppio rispetto al 2013, in fuga da Siria, Iraq e da altre zone di conflitto.

“Dico a tutti coloro che si recano a tali manifestazioni: non seguite chi lancia questi appelli! Perché troppo spesso ci sono pregiudizio, freddezza, e perfino odio nei loro cuori”. L’ondata di xenofobia preoccupa la cancelliera Angela Merkel che ha usato queste parole durante il discorso di fine anno. Quasi un tedesco su tre sostiene Pegida: ma contemporaneamente è nato un movimento di contromanifestazioni a sostegno degli stranieri che vivono in Germania.