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A Dakar il primo Forum economico dei Paesi francofoni

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A Dakar il primo Forum economico dei Paesi francofoni

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Francois Chignac, euronews:
“Secondo l’ultimo rapporto dell’Organizzazione Internazionale della Francofonia, nel 2060, 760 milioni di persone parleranno la lingua di Molière contro i 220 milioni di oggi. L’85% di queste persone saranno qui, nel continente africano che sarà diventato luogo di scambi economici di primo piano. Come affrontare questa prospettiva. È la domanda che abbiamo posto ai leader politici ed economici riuniti a Dakar per il primo Forum economico della Francofonia”.

Secondo il presidente del Senegal Macky Sall, la francofonia è anche una forza economia che rappresenta il 16% del prodotto interno lordo mondiale. Ma le zone d’ombra restano tante. Per esempio la scarsa qualità dell’insegnamento o le infrastrutture carenti. Per fare solo un esempio: l’Africa ha circa la stessa rete ferroviaria dell’India per un territorio dieci volte più esteso.

Jean Louis Ekra, Amministratore Afreximbank, Egitto:
“Non stupisce che i giovani africani vogliano sapere cosa prepariamo per il loro domani. Adesso occorre passare per la tappa in cui ciascuno cerca di mettersi in proprio, perché l’Africa cresce a una velocità esponenziale, tanto dal punto di vista della popolazione che delle attività economiche. Quindi è importante inculcare questo spirito d’impresa nei giovani. Compito che non spetterà solo agli Stati ma spetterà a tutti noi perché si tratta di un valore culturale”.

Jean Jacques Bouya, ministro per le Infrastrutture in Congo-Brazzaville:
“La più grande potenzialità del nostro spazio regionale e in particolare di questo spazio francofono, sono i giovani. Più del 60% dei giovani ha meno di 30 anni. Il che è una ricchezza se c‘è una formazione appropriata che permette a ognuno di prendere parte allo sviluppo del Paese. Ma per fare questo occorre sviluppare prima le infrastrutture”.

Assente anche un’integrazione bancaria e finanziaria dei Paesi francofoni. Poche persone hanno un conto corrente bancario nei Paesi dell’Africa francofona. Ci sarebbe bisogno anche di un collegio di supervisori bancari come di un corpus normativo di sicurezza giuridica.

Mountaga Sy, amministratore delegato Agix:
“Oggi in Senegal è possibile creare un’impresa con 100.000 franchi CFA, cioè creare una SRL con 100.000 franchi al posto di un milione. Il che permette ai giovani che hanno un progetto di creare la propria impresa. Ecco la risposta: da una parte le riforme per permettere ai giovani che hanno un’idea di creare facilmente la loro azienda, dall’altra adeguare la formazione alle necessità degli investitori. Terzo occorre creare dei posti di lavoro per poi delocalizzare “.

Evelyne Tall, Ecobank, Senegal:
“ Occorre che gli Stati abbiano il loro ruolo. Occorre che la politica decida anche come formare, come orientare questi giovani perché ci possa essere un vero dialogo tra i giovani e il settore bancario. La nostra generazione, è vero, ha accettato di essere come Mosè, che vede la terra promessa senza mai arrivarci. Ma sarebbe inaccettabile che la generazione successiva, che i nostri figli non arrivassero a quella terra promessa”.