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Ferguson, tensioni in attesa del verdetto su agente che uccise Brown

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Ferguson, tensioni in attesa del verdetto su agente che uccise Brown

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Tornano i disordini a Ferguson, negli Stati Uniti, a poche ore dal verdetto sulla possibile incriminazione del poliziotto che ad agosto sparò e uccise Michael Brown, giovane afroamericano. Un centinaio di persone ha manifestato venerdì davanti la sede della polizia. Il picchetto è,però, degenerato in scontri. Tre gli arresti. La situazione potrebbe precipitare se trovasse conferma la notizia secondo la quale l’agente incriminato Darren Wilson, starebbe contrattando le dimissioni in cambio di impunità. Non aiuta ad allentare la tensione la notizia in arrivo da New York dell’uccisione di un ragazzo afroamericano da parte di un agente.

“Dobbiamo garantire manifestazioni pacifiche” si è affrettato a dichiarare Obama “Questo è un Paese che permette a tutti di esprimere le loro idee e di manifestarle in modo pacifico contro azioni che si ritengono ingiuste. Ricorrere alla violenza è contrario al nostro spirito e al principio di legalità”.

Il 9 agosto scorso l’agente Darren Wilson ferma il 18enne Michael Brown, mentre cammina in compagnia di un amico per le strade di Ferguson. La dinamica dei fatti resta confusa. La sola cosa certa è che Wilson spara a Brown, il quale risulterà disarmato. Poco prima di essere fermato il giovane afroamericano viene immortalato dalle telecamere di un negozio mentre ruba un pacchetto di sigarette.