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Malesia: la tigre ruggisce ancora


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Malesia: la tigre ruggisce ancora

La tigre della Malesia ruggisce ancora. Dopo trent’anni di crescita economica sfrenata, a un tasso medio del 6% annuo, il Paese è al quarto posto tra le Nazioni di recente industrializzazione. La sua stabilità politica e il suo essere una delle economie asiatiche più ‘business friendly’ ha favorito la presenza di diverse multinazionali.

Non solo i giganti dell’economia mondiale ma anche numerose piccole e medie imprese hanno aperto fabbriche in Malesia. Un esempio è il gruppo francese Serac presente, oltre che in Europa, negli Stati Uniti e in Brasile. In questa fabbrica, alla periferia della capitale Kuala Lumpur, da circa vent’anni Serac produce macchinari per imballaggi e riempimento che poi esporta nella regione dell’Asia-Pacifico. Con circa 500 dipendenti in tutto il mondo,
l’azienda ha un fatturato annuo di 120 milioni di euro.

“C‘è un buon rapporto qualità-prezzo – spiega Wilfred Marie, vicepresidente del gruppo Serac – con le strutture che ci vengono fornite dal governo, dallo Stato malese, l’ambiente economico, quello educativo e il loro costo. Per cui continueremo a sviluppare questa struttura in Malesia non soltanto per la produzione ma anche per lo sviluppo collegato alle esigenzi regionali”.

Questa società dedica una quota crescente di risorse finanziarie a ricerca e sviluppo, in un settore con una forte concorrenza internazionale.

Giovanni Magi, euronews: “Sono circa 8000 le aziende di 40 differenti Paesi esteri che hanno i loro uffici e gli stabilimenti qui, in Malesia. Il governo è attivo nella promozione degli investimenti stranieri attraverso varie agenzie pubbliche, come la Mida, che tiene a Kuala Lumpur il suo primo summit internazionale”.

Il Forum ha riunito centinaia di imprenditori e decision maker. Circa 400 persone sono arrivate da tutto il mondo per vedere con i propri occhi le opportunità della Malesia, capire il contesto economico e le competenze della forza lavoro locale.

“Soprattutto le aziende che si occupano di tecnologia – chiarisce Noharuddin Nordin, amministratore delegato di MIDA – cercano dipendenti che non siano solo in grado di assemblare parti e fare dei test al posto loro ma vogliono persone che li aiutino a creare e innovare. E queste sono qualità che le persone in Malesia possiedono”.

La crescita asiatica rappresenta un’opportunità o un problema per l’Europa? Lo abbiamo chiesto a Parag Khanna, ex consigliere di Barack Obama, autore del libro ‘Come governare il mondo’: “Se non fosse per la crescita che si registra nella grande regione asiatica, dove andrebbero le vostre esportazioni? Certamente non all’interno della zona euro, perché lì il commercio transfrontaliero è in calo. Questo è davvero un segnale della continua e crescente interdipendenza nel mondo: la rinascita, il rilancio della zona euro dipendono dalla crescita asiatica”.

Secondo gli esperti presenti al Forum di Kuala Lumpur, il ventunesimo secolo sarà innegabilmente dell’Asia e tutti dovranno tenerne conto.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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