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José Manuel Barroso: l'euroscetticismo va combattuto

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José Manuel Barroso: l'euroscetticismo va combattuto

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All’indomani del suo discorso annuale sullo stato dell’Unione, durante il quale ha esortato tutti coloro che credono nell’Europa a far sentire la propria voce, il Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso è stato ospite di euronews durante un’edizione speciale di “The Global Conversation”. L’intervista è stata per lui l’occasione di rispondere alle vostre adomande su argomenti scottanti di stretta attualità: la crescita dell’euroscetticismo; la disoccupazione, soprattutto quella giovanile; l’austerità, ma anche la situazione in Siria.

Sulla proposta della Russia di mettere le armi chimiche, che Damasco è accusata di possedere, sotto controllo internazionale, José Manuel Barroso ritiene che “si debba tentare questa soluzione”. Ribadisce il fatto che l’Unione europea è chiamata a privilegiare una soluzione politica, ma anche a trovare “una risposta forte di fronte a questi crimini odiosi, questi crimini contro l’umanità”.

Il Presidente della Commissione racconta di essere andato nel nord della Giordania, nel campo profughi di Zaatari. tra i rifugiati siriani. Ha incontrato soprattutto donne, che una volta studiavano e che oggi vivono in condizioni drammatiche.

Quanto alla situazione economica e politica in Europa, la definisce “difficile da gestire” e si rivolge ai governi nazionali perché si impegnino di più nella lotta contro la disoccupazione, soprattutto quella giovanile. Li spinge a adottare molto in fretta le regole affinché il programma europeo di garanzia per i giovani possa essere effettivo dal 1º gennaio 2014. Questo strumento, che beneficia di otto miliardi di euro in due anni, ha lo scopo di offrire a tutti i giovani discoccupati un impiego o una formazione nei quattro mesi successivi alla fine del suo corso o di un contratto di lavoro. José Manuel Barroso crede in questo programma, che ritiene di aver elaborato molto in fretta.

Da un punto di vista più generale, per quanto riguarda l’economia, Barroso ritiene che, dopo gli ultimi dati, ci siano “tutti gli elementi per parlare di ripresa, ma che questa è ancora fragile”. Il Presidente della Commissione europea sottolinea che la politica dell’Unione comincia a portare i propri frutti. Cita, per esempio, l’Irlanda, che ha fatto il suo ritorno sui mercati, e la Spagna, che ha adottato un piano per le banche. Per quanto riguarda la Grecia, Barroso crede che essa abbia acconsentito “a fare sacrifici, ma che oggi la volontà di mettere in atto riforme è più forte” e che “il paese finirà con l’ottenere risultati positivi”.

Riguardo al fatto di aver definito “reazionaria” la posizione francese sulla diversità culturale, dichiara di essere stato male interpretato. Afferma di avere dimostrato di essere “uno dei più grandi difensori della diversità culturale”.

Sulla scadenza delle prossime elezioni europee, chiama quelli che sostengono l’Europa a difenderla e ad assumersi le proprie responsabilità per chiudere la strada agli euroscettici.

Infine, per quando riguarda il suo futuro e la fine del suo secondo mandato a capo della Commissione, afferma di avere ancora un anno per pensarci, prima di aggiungere: “Due mandati sono tanti!”

Tra i successi di cui va più fiero, Barroso cita la lotta contro i cambiamenti climatici e la politica economica dell’Unione.

Global Conversation and interactive hangout with President Barroso

(English)