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Francesi divisi sulle nozze gay

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Francesi divisi sulle nozze gay

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In Francia è battaglia tra favorevoli e contrari alle nozze fra persone dello stesso sesso. Uno scontro che dalle piazze si sposta nell’aula parlamentare dove è iniziato il dibattito sulla legge che permette alle coppie gay di adottare bambini.
 
Il “matrimonio per tutti” è una promessa elettorale da mantere per la presidenza Hollande che si avvia al varo della prima grande riforma di società. Secondo gli ultimi sondaggi, il 65% dei francesi appoggia il progetto di legge.
 
Attualmente due persone aventi lo stesso sesso possono accedere all’istituto del matrimonio in Europa nei Paesi Bassi, Belgio, Spagna, Portogallo, Svezia e Danimarca.
 
‘‘Il matrimonio è contratto da due persone dello stesso sesso o di sesso diverso’‘: in Francia a essere modificato dalla legge sarà l’articolo 143 del codice civile. Resteranno i termini ‘‘padre’‘ e ‘‘madre’‘ hanno promesso le ministre Christiane Taubira (Giustizia) e Dominique Bertinotti (Famiglia), che daranno il nome alla legge.
 
I francesi potranno sposarsi con un cittadino di un Paese estero dello stesso stesso. Due stranieri omosessuali potranno sposarsi in Francia anche nel caso in cui la nazione di origine non riconosca la validità del matrimonio gay.
 
Il progetto di legge prevede che venga garantita a tutti, senza distinzione di orientamento sessuale, anche la possibilità di adottare, ed è su questo punto che il dibattito si è infuocato.
 
‘‘Tutti nati da un uomo e una donna’‘, recita uno delle decine di cartelli sventolati questo martedi a Parigi dagli oppositori.
 
Solo il 49% condivide anche l’apertura all’adozione. “Vogliamo occupazione, posti di lavoro, non questa legge“ tra gli slogan di Frigide Barjot, la portavoce del collettivo degli oppositori “Manif pour tous”.
 
Il testo giunge in Parlamento svuotato dei contenuti più controversi. Rinviato a marzo il dibattito sull’apertura della procreazione medicalmente assistita ovvero la fecondazione artificiale per le coppie omosessuali di sesso femminile. Ma, garantisce il governo, un altro testo sulla questione sarà votato entro fine anno.