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Grandi festeggiamenti in Thailandia per il Buddha

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Grandi festeggiamenti in Thailandia per il Buddha

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Katharina Kaun, euronews:
Il buddismo, parte fondamentale della cultura thailandese, conserva il suo valore nel mondo moderno. È la quarta religione del mondo. Ne parleremo nel secondo episodio di Thai Life e vivremo uno dei giorni più solenni del calendario buddista: il Visakha Bucha.

I cori ripetitivi dei monaci scandiscono l’atmosfera spirituale dei festeggiamenti. L’intera Thailandia ricorda la nascita, l’illuminazione e la morte del Buddha. Le celebrazioni di quest’anno sono speciali: è il 2600° anniversario dell’Illuminazione.
I fedeli sono arrivati da ogni parte del mondo.

“È bellissimo vedere tutte le persone vestite col costume nazionale riunirsi in manifestazioni culturali e spirituali” dice Kim Mc Sweeney, buddista australiana. “È meraviglioso scoprire altre tradizioni; ci sono tanti monaci qui. Ne ho appena incontrati alcuni cambogiani… ci sono quelli cinesi… C‘è gente di ogni nazionalità, perché ci riuniamo tutti per aprire il nostro cuore al Buddha”.

Il Buddha, colui che si è risvegliato, non è venerato come un santo, ma come un esempio. Questa religione non ha un dio. È qualcosa di più simile a una filosofia di vita.
La prima cosa è lo sviluppo individuale dello spirito, spiega il monaco britannico Ajahn Jayasaro:
“La nostra è una religione diversa rispetto a quelle occidentali” spiega. Queste sono basate sulla fede; il buddhismo è invece un sistema educativo. Quindi è un concetto del tutto diverso da quello che una religione è o dovrebbe essere”.

Per Chantri Srivichai Visakha Bucha è un momento prezioso per stare insieme alla famiglia. Chantri fa un giro al mercato con la cognata per preparare le offerte per i monaci.
“Portiamo doni ai monaci” dice Chantri. “Come cibo fresco abbiamo ali di pollo. Poi ci sono dolci thailandesi e il tom yum goong, la zuppa tradizionale”.

Tramandata di generazione in generazione, l’arte di piegare il fior di loto è parte integrante dei preparativi. Questa pianta rappresenta la purezza ed è un simbolo importante del buddhismo.

In piedi dalle 4 del mattino, Chantri e la famiglia, col loro abito più bello, raggiungono il tempio. Centinaia di devoti allineano lungo il cammino tavoli con le offerte, aspettando con ansia che i monaci scendano dalla montagna dorata.

“Sono molto felice, davvero entusiasta” dice ancora Chantri. “Veniamo tutti qui come una famiglia per assistere alla cerimonia e venerare il Buddha. Sono così serena, stiamo tutti bene. Pensiamo ai nostri antenati e dividiamo la nostra gioia con loro”.

E’ una relazione simbiotica. La gente rende omaggio ai monaci con denaro e cibo ed essi offrono aiuto spirituale basato sulla meditazione, che è il cuore del buddismo e si sta diffondendo velocemente in tutto il mondo.

“La nostra vita è talmente impegnata e complicata che perdiamo il contatto col mondo spirituale” dice il monaco Ajahn Jayasaro. “Quando smettiamo di dipendere dal pensiero e dalle azioni e lasciamo che la mente si calmi, spesso abbiamo intuizioni che esistevano già, ma con cui non entravamo in sintonia o che non potevamo sentire”.

“Fare meditazione non è difficile, è facile” spiega Banjob Bannarui, esperto in buddismo. “Si comincia con l’amore verso il prossimo. Si può praticarla ovunque. Ogni volta che intraprendi un cammino, mediti di concentrarti sul tuo obiettivo”.

Incontriamo di nuovo Chantri che ha passato l’intera giornata al tempio. E’ la festa del Wien Tien e consiste in una processione illuminata dalle candele, in cui i devoti fanno tre volte il giro dell’edificio sacro meditando, tenendo il Buddha alla propria destra e purificando così l’anima.