ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

MUSIC SOFTWARE, un progetto europeo per smartphone intelligenti

Lettura in corso:

MUSIC SOFTWARE, un progetto europeo per smartphone intelligenti

Dimensioni di testo Aa Aa

Distribuire informazioni in tempo reale in luoghi affollati, come la metropolitana di Parigi, utilizzata da almeno quattro milioni e mezzo di persone al giorno. O ancora, far dialogare tra loro smartphone e server, a prescindere dal sistema operativo.

Ora è possibile, grazie a una tecnologia digitale fondata sul concetto di adattabilità: consente ai portatili di riconfigurarsi in funzione delle mutate condizioni dell’ambiente, senza che l’utente debba impegnarsi in complicate operazioni di set-up.

Queste le performance di MUSIC (Mobile Users in Ubiquitous Computing), un progetto europeo di ricerca che punta a favorire lo sviluppo di una nuova generazione di sofware per apparecchi digitali portatili, capaci di condividere nuove applicazioni e nuovi servizi superando i limiti rappresentati dai diversi standard.

MUSIC, realizzato con la cooperazione di 14 enti europei e non, funziona come un Middleware: un software installato sullo smartphone e capace di attivare le diverse applicazioni su qualunque sistema operativo che includa la tecnologia Java.

Numerosi i servizi e le applicazioni che l’ambiente MUSIC consente di svilluppare: dalla condivisione di risorse e contenuti in ambito locale, all’assistenza ai viaggiatori con mobilità ridotta, fino alla consultazione di informazioni di interesse turistico.

Vediamone alcuni da vicino:

Prm (Passengers with reduced mobility) aiuta le persone prive di autonomia motoria a muoversi senza problemi nei trasporti pubblici, evitando i percorsi con barriere architettoniche per privilegiare quelli attrezzati. Il programma può inoltre assistere a distanza e in tempo reale chi ne faccia richiesta.

“Ci siamo concentrati su un’area che chiamiamo Context Aware Computing”, dice Hossein Rahnama della Ryerson University di Toronto, “e siamo in grado così di capire il profilo sociale dell’utente, la sua localizzazione, la potenza della connessione nel sistema della metropolitana. A quel punto possiamo mandare servizi sul cellulare dei passeggeri.Posso cliccare su ogni fermata, vedere il profilo dei passeggeri, capire chi sono, che tipo di mobilità hanno, se sono persone anziane. E posso mandar loro un messaggio”

Sempre nell’ambito dei trasporti urbani viene utilizzata un’altra applicazione, Tourist travel assistant, un sistema intelligente che elabora razionali itinerari turistici a partire dalla localizzazione dell’utente.

Oltre a scoprire una tappa da non perdere, il turista dal suo cellullare potrà conoscere i tempi d’attesa per entrare in un museo, prenotare la visita, comperare on-line il biglietto e ricevere utili informazioni pratiche.

“La piattaforma MUSIC permette l’interazione tra diverse applicazioni del cellulare”, spiega Jorge Lorenzo di Telefonica, “Per esempio, l’Assistente di viaggio, che è specificatamente destinato ad aiutare i turisti a raggiungere la propria destinazione tramite un itinerario in grado di interagire con altri programmi che segnalano eventi del tipo: c‘è una persona con problemi, ci sono ritardi, o la linea è interrotta”.

Partito a ottobre del 2006, il programma MUSIC aveva davanti obiettivi piuttosto visionari per l’epoca. Quattro anni fa, le capacità di calcolo dei terminali digitali erano inferiori a quelle attuali e oggetti ora popolari non erano ancora nati.

La sfida era quella di gestire sistemi di comunicazione via via più complessi, riducendone nel contempo l’instabilità, come spiega Geir Horn, coordinatore del progetto:“Quando siamo partiti, nessuno aveva ancora sentito parlare di iPhone o Android. Si poteva immaginare che questo tipo di smartphone sarebbe arrivato un giorno o l’altro, visto che già usavamo i telefoni o altri piccoli servizi intelligenti e potevamo quindi concepire che un giorno saremmo stati in grado anche di metterli in tasca. La chiave dello sviluppo futuro dell’informatica è l’adattamento. I sistemi sono oggi complessi e allargati ed è impossibile per un programma o un insieme di programmi assicurarne la supervisione di tutti gli aspetti. È inevitabile che ci siano errori nel sistema, ci sono errori nella sua codificazione, e il sistema potrebbe essere in grado di risolverli sul momento, invece di andare in tilt come succede spesso”.

Per vedere dov‘è nato il progetto scientifico, siamo andati a Trondheim, in Norvegia. Fondata nel 997 dal re vichingo Olaf, è ora la terza città del paese, sede dell’importante Università per la scienza e la tecnologia e di numerose fondazioni private.

È da questi uffici tra i boschi che il programma è stato coordinato e fatto crescere. Con una scelta di base: lo sviluppo di un software libero, ovvero modificabile liberamente – e dunque gratuitamente – dagli utenti finali.
Svein Hallsteinsen, uno dei coordinatori di MUSIC, spiega perché è stato scelto l’ambiente Open Source: “L’approccio Open Source ci ha lasciato le porte aperte per creare una communitie che sostenga lo sviluppo della tecnologia una volta finito il progetto”.

A Trondheim, MUSIC è disponibile anche su alcuni mezzi pubblici, sui quali è possibile sfruttare Instant social, un’applicazione che permette agli occasionali passeggeri di disporre di una sorta di chat-room per condividere contenuti, per esempio foto.

MUSIC sta utilizzando un particolare protocollo di servizio chiamato SLP (Service Location Protocol)”, dice ancora Hallsteinsen, “in maniera tale che quando è in funzione su un dispositivo può scoprire e dialogare con altre applicazioni attive su altri dispositivi. Lo usiamo per creare gruppi di persone connesse tra loro e interessate allo stesso argomento. Posso attivare il servizio dal mio apparecchio qui e creare un gruppo. Così, quando una persona sale sull’autobus e accende il suo dispositivo, il suo cellulare la informa che qui c‘è un gruppo al quale può aggregarsi”.

La piattaforma stabilisce automaticamente una rete locale tra tutti i dispositivi presenti, una rete che senza bisogno di un server centrale collega i singoli utenti in modalità Peer-to-Peer.

MUSIC sta diventando una solida piattaforma per gli sviluppatori di software e già si guarda al prossimo livello. Le applicazioni che vedranno la luce accresceranno il flusso di informazioni destinate alle singole persone, trasferendo sugli smartphone funzioni pratiche applicabili a una vasta serie di attività.

“Il prossimo passo”, conclude Geir Horn, “sarà cercare di adattare questa tecnologia a diversi tipi di applicazioni, per esempio alla gestione intelligente in ambito bancario o domestico. In questa maniera la tua casa si adegua ai tuoi desideri, alle tue esigenze e alle tue preferenze”.

MUSIC, secondo gli informatici, ha buone possibilità di diventare una delle piattaforme più diffuse per portatili e smartphone, aprendo la strada a una tecnologia infine adattabile e dinamica.

http://www.ist-music.eu