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Polonia, Tusk sullo scontro per la Corte costituzionale: "Nessun compromesso con l'illegalità"

Discorso di Donald Tusk
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Di Jan Bolanowski
Pubblicato il
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Donald Tusk ha parlato dopo l’escalation del conflitto sul Tribunale costituzionale. Ha accusato PiS, Duda e Nawrocki di minare lo Stato di diritto e ha promesso che il governo garantirà al Tribunale condizioni adeguate di lavoro

L'intervento del premier, trasmesso sabato sera, è stato una risposta agli eventi degli ultimi giorni e in particolare allo scontro di venerdì nella sede della Corte costituzionale e davanti al suo edificio.

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Tusk ha riconosciuto che si è trattato di "episodi scandalosi" e ha assicurato che vorrebbe che scene simili non si ripetessero più in Polonia. Ha però precisato che il modo per ristabilire la calma non può essere cedere all'illegalità e alla violenza. "Uno Stato democratico deve essere forte e capace di far rispettare la giustizia", ha detto Tusk.

Tusk: abbiamo aspettato la fine del mandato dei giudici

Il premier ha presentato la propria versione degli eventi e le ragioni delle azioni della maggioranza parlamentare. Ha ricordato che il governo in passato aveva cercato di riformare la Corte, ma che le soluzioni proposte erano state bloccate da PiS e dal presidente.

Il premier ha spiegato che dopo il fallimento di queste iniziative la maggioranza parlamentare ha aspettato la fine del mandato dei giudici scelti dalla precedente maggioranza. Successivamente il Sejm ha eletto nuovi membri della Corte costituzionale, che hanno prestato giuramento. Il presidente Karol Nawrocki però non ha ricevuto formalmente quel giuramento e il presidente del Tribunale, Bogdan Święczkowski, non ha permesso loro di assumere le proprie funzioni.

"Abbiamo quindi aspettato con calma la scelta di nuovi giudici, finché non fosse scaduto il mandato dei loro predecessori, nominati da PiS. Il Sejm ha fatto la sua scelta, i giudici hanno prestato giuramento, ma il presidente non si è degnato di riceverlo", ha detto Tusk.

Il capo del governo ha sostenuto che, dopo molte settimane di attesa, i giudici appena eletti hanno deciso di iniziare a lavorare e che a quel punto si è arrivati allo scontro. Li ha definiti membri legalmente eletti del Tribunale che sono stati aggrediti.

Tusk: non sono i muscoli e la volgarità a decidere chi ha ragione

Tusk ha duramente criticato il comportamento dei politici e degli attivisti legati a PiS e a Konfederacja. Tra le persone di cui ha citato le azioni c'erano, tra gli altri, Grzegorz Braun e Robert Bąkiewicz. Il premier ha ritenuto che la polizia sul posto abbia reagito con calma ma con fermezza ai segni di aggressività.

Nel suo intervento ha usato anche un paragone molto concreto con un ladro che strappa la borsa a una donna anziana.

"Immaginiamo una situazione in cui un ladro strappa la borsa a un'anziana signora e scappa. Quando viene fermato, grida che contro di lui si usa la violenza e cerca di definire come furto il tentativo di riprendersi la borsa", ha detto Tusk. Ha criticato anche le proposte di compromesso che, ha suggerito, significherebbero dividere il bottino tra l'autore del reato e la vittima.

"In alcune questioni non può esserci compromesso", ha sottolineato il premier, indicando che non si può scendere a patti con l'illegalità. A suo avviso, in uno Stato di diritto non possono essere la forza fisica, l'aggressione o gli interessi di partito a decidere chi ha ragione.

Tusk ha aggiunto che nessun politico, neppure il presidente, ha il diritto di entrare nei locali di un tribunale o di un'alta corte, dare ordini ai giudici o intimidirli. In questo modo ha fatto riferimento alla visita di Karol Nawrocki nella sede del Tribunale costituzionale dopo il suo ritorno dal Senegal.

Il premier annuncia: la Corte funzionerà

Nella parte finale del messaggio il premier ha indicato anche i rischi legati allo sfruttamento del conflitto da parte di ambienti filorussi. Ha parlato dell'attività di bot russi su internet che, a suo giudizio, mirano a sostenere gli avversari dell'attuale ordine costituzionale in Polonia.

Tusk ha assicurato che la Corte costituzionale opererà in conformità con la Costituzione e in modo indipendente dal potere esecutivo. Ha annunciato che, come capo del governo, garantirà all'istituzione la sicurezza e le condizioni necessarie per svolgere i propri compiti. "E intendo adempiere a questo compito", ha dichiarato.

Il messaggio non ha però portato all'annuncio di un accordo concreto con il presidente, né alla presentazione di un piano dettagliato per porre fine al conflitto

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