Il primo turno delle presidenziali in Bulgaria si è chiuso con un risultato inaspettatamente serrato. I sondaggi davano molto più vantaggio alla presidente uscente Jotova sullo sfidante, l’ex vicepremier d’opposizione Gjurov. Resta da vedere se al ballottaggio voteranno più persone.
In Bulgaria è in corso il secondo turno delle elezioni presidenziali, dopo che al primo turno del 25 ottobre nessun candidato ha ottenuto la maggioranza dei voti.
Al primo turno la presidente in carica, Ilijana Jotova, ha ottenuto il maggior numero di voti (34,76%), ma si è trattato solo di un vantaggio di 43 mila voti sul suo sfidante, il filoccidentale Andrej Gjurov (31,95%). Questo è stato in parte una sorpresa, perché secondo i precedenti sondaggi avrebbe dovuto vincere con un margine molto più ampio, e in parte mostra chiaramente quanto sia diviso il Paese.
Pur presentandosi come indipendenti, i due candidati hanno posizioni opposte sul rapporto con la Russia e quindi anche sulla guerra in Ucraina. Di conseguenza, anche il loro sostegno politico si distribuisce in modo diverso: Jotova è appoggiata dal partito di governo Progresszív Bulgária, dal Bulgáriai Szocialista Párt e dal partito nazionalista VMRO. Gjurov è sostenuto invece dall’opposizione, cioè da Demokratikus Bulgária e da Folytatjuk a Változást, di cui è stato in passato membro.
Secondo la presidente uscente, Ilijana Jotova, è necessario un dialogo con Mosca, perché solo così si può porre fine alla guerra in Ucraina. L’ex primo ministro ad interim Andrej Gjurov, invece, ritiene che la leadership russa debba innanzitutto fermare la guerra avviata contro l’Ucraina, perché solo allora si potrà sedere al tavolo dei negoziati.
Giovedì sera, in un dibattito televisivo, Jotova ha ribadito che "la pace può essere raggiunta solo attraverso i negoziati". Ha aggiunto: "Se riversiamo ancora più denaro in Ucraina e inviamo nuove armi più sofisticate, questo porterà solo a ulteriori distruzioni e alla morte di molte persone da entrambe le parti". La politica si definisce "presidente della pace", pur sostenendo il rafforzamento della difesa della Bulgaria nell’ambito della NATO.
Gjurov, al contrario, ha sostenuto che "la Russia deve porre fine alla sua aggressione, affinché si possano compiere i passi successivi", e ha esortato: "Nominiamo il Paese da cui provengono le minacce". Secondo lui, la sua avversaria non ha indicato chiaramente la responsabilità di Mosca in questa vicenda.
Storicamente la Bulgaria intrattiene rapporti stretti con la Russia, e non sorprende quindi che il Paese sia profondamente diviso su questo rapporto e sulle questioni collegate.
Il primo ministro di centrosinistra Rumen Radev, come Jotova, sostiene che il cessate il fuoco in Ucraina e i negoziati di pace siano l’unica garanzia perché il Mar Nero torni a essere una rotta sicura per le navi commerciali, che ora vengono regolarmente prese di mira in quella zona. In seguito ai recenti incidenti il capo del governo ha convocato l’ambasciatore russo, perché ritiene che questi attacchi servano gli interessi di Mosca. Tuttavia, poiché non dispone di prove che le azioni siano state compiute dall’esercito russo, non ha accusato ufficialmente la leadership russa.
Le elezioni presidenziali in Bulgaria sono in parte offuscate dalle accuse dell’opposizione, secondo cui i media pubblici sarebbero scesi in campo a favore della campagna elettorale di Jotova, e il governo avrebbe sostenuto la candidata limitando temporaneamente l’accesso ad alcune piattaforme di social media. La commissione elettorale ha respinto queste accuse, ma il campo di Gjurov insiste e intende portare la vicenda in tribunale.
I seggi in Bulgaria hanno aperto domenica alle 7 del mattino e chiuderanno alle 20.