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Studio: sostanze chimiche nocive trovate in popolari cuffie vendute in tutta Europa

Secondo un nuovo studio, oltre 50 marchi molto noti presentavano tracce di sostanze chimiche potenzialmente dannose per gli ormoni.
Oltre 50 marchi molto noti presentano tracce di sostanze chimiche potenzialmente dannose per gli ormoni, secondo un nuovo studio. Diritti d'autore  Canva
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Di Anna Desmarais
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Individuate tracce di bisfenoli e ftalati in popolari modelli di cuffie, sostanze che possono alterare i sistemi di regolazione ormonale.

Diverse cuffie vendute dalle principali aziende tecnologiche in tutta l'Unione europea potrebbero contenere sostanze chimiche che alterano il sistema ormonale, sollevando timori per i rischi a lungo termine per la salute, secondo un nuovo studio.

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Sono stati analizzati più di 81 diversi tipi di cuffie, appartenenti a oltre 50 marchi molto noti, tra cui Samsung, Apple, Sony e Sennheiser. Ogni singolo modello testato conteneva almeno tracce di sostanze nocive come bisfenoli, ftalati e ritardanti di fiamma.

I bisfenoli sono utilizzati (fonte in inglese) in prodotti di consumo come imballaggi alimentari, bottiglie di plastica, biberon, contenitori per la conservazione e alcune apparecchiature elettroniche. Secondo l'Agenzia europea dell'ambiente (EEA), possono interferire con il sistema ormonale e danneggiare la salute riproduttiva.

Gli ftalati, che rendono le plastiche più flessibili e resistenti, si trovano in prodotti come shampoo, dispositivi medici e alcuni tessuti. L'esposizione (fonte in inglese) ad alcuni ftalati è associata a obesità, resistenza all'insulina, asma e disturbi dell'attenzione, secondo il consorzio europeo di biomonitoraggio HBM4EU.

Lo studio è stato realizzato da Arnika, un'organizzazione ambientalista non profit ceca, in collaborazione con il progetto ToxFree LIFE for All, un'iniziativa finanziata dall'UE.

Pur sottolineando che le cuffie non rappresentano un pericolo "imminente" per la salute umana, lo studio avverte che un'esposizione cronica comporta rischi sanitari a lungo termine, poiché non è stato stabilito un livello di esposizione completamente sicuro.

I ricercatori hanno smontato le cuffie per raccogliere 180 campioni di plastiche rigide e morbide, poi un laboratorio ha analizzato la presenza di sostanze chimiche che alterano il sistema ormonale. Sono state testate cuffie per adulti, per bambini e da gaming, dato che questi dispositivi vengono spesso utilizzati per periodi prolungati.

Le cuffie sono state quindi classificate in base al grado di esposizione chimica: quelle considerate sicure hanno ricevuto una valutazione verde, corrispondente al rischio più basso; il giallo indica prodotti "conformi alla legge ma oltre limiti volontari più severi"; il rosso segnala invece un elevato livello di preoccupazione.

In totale, il 44 per cento dei modelli ha ottenuto un "rosso" per un'elevata preoccupazione legata all'esposizione, ma solo l'11 per cento di questi modelli presentava tracce di materiali pericolosi a contatto diretto con la pelle.

Questo dato suggerisce che i produttori danno priorità alla sicurezza chimica delle parti in plastica morbida e delle componenti a contatto con l'orecchio, mentre le altre parti delle cuffie, come il guscio rigido che ne forma la struttura, contengono spesso livelli preoccupanti di sostanze nocive, hanno spiegato i ricercatori.

La concentrazione più elevata di bisfenoli è stata riscontrata negli auricolari My First Care, un prodotto pensato per i bambini e venduto su piattaforme come Amazon. Lo studio non ha reso noto il livello esatto di bisfenoli in quel modello di cuffie.

Gli ftalati erano presenti soprattutto nelle cuffie con filo e di solito in quantità ridotte, entro i limiti di legge. Tuttavia, un paio di cuffie per bambini vendute da Temu conteneva 4.950 mg/kg di ftalati, quasi cinque volte il limite legale per i prodotti destinati ai minori nell'UE, secondo (fonte in inglese) la legislazione del blocco.

Le cuffie considerate più sicure sono risultate le AirPods Pro 2 di Apple e le Tune 720BT di JBL. Alcuni modelli per bambini, come le cuffie Paw Patrol per bambini di Oceania Trading, hanno invece ottenuto un punteggio rosso per i rischi di esposizione.

Quasi il 60 per cento delle cuffie da gaming per adulti ha ricevuto una "valutazione rossa", mentre i modelli per bambini hanno ottenuto risultati migliori, con circa il 50 per cento classificato come "verde".

Euronews Next ha contattato i produttori citati nello studio, ma non ha ricevuto una risposta immediata. I [media](https://www.rtl.nl/nieuws/economie/artikel/5570754/giftige-stoffen-koptelefoons-en-oordopjes-hema-bol-en-media %28fonte in inglese%29markt) olandesi hanno riferito che alcuni rivenditori online, come Bol.com (fonte in inglese), CoolBlue e Mediamarkt, hanno smesso di vendere alcuni modelli di cuffie dopo la pubblicazione dello studio.

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