La sessione ONU a New York non offrirà da sola soluzioni per i rapporti greco-turchi né per il dossier cipriota. Nei prossimi giorni si vedrà se i contatti a margine delle riunioni generali apriranno nuovo spazio diplomatico per i leader di Atene, Nicosia e Ankara
Questa settimana l'epicentro della diplomazia internazionale si sposta a New York, dove capi di Stato e di governo da tutto il mondo si riuniscono alla sede delle Nazioni Unite per la Settimana di Alto Livello dell'81ª Assemblea generale.
La sessione ONU di quest'anno si svolge in un contesto internazionale particolarmente complesso: il conflitto in Ucraina, gli sviluppi in Medio Oriente e la crisi nei rapporti tra Stati Uniti e Iran dominano l'agenda.
Sul tavolo ci sono anche il cambiamento climatico, l'intelligenza artificiale, la sicurezza energetica e il futuro del sistema multilaterale. A New York sono attesi quasi 130 capi di Stato, per un'Assemblea generale che si tiene anche sullo sfondo del dibattito sul ruolo e sull'efficacia dell'ONU.
Per la Grecia e Cipro, però, l'attenzione è rivolta soprattutto ai contatti diplomatici che si svolgeranno a margine della Sessione, con le relazioni greco-turche e la questione cipriota destinate ad avere un peso particolare.
Nessun faccia a faccia programmato tra Mitsotakis ed Erdoğan
Kyriakos Mitsotakis si reca a New York dopo una visita di due giorni in California, durante la quale ha incontrato rappresentanti dell'industria tecnologica e della diaspora greca. Il suo intervento all'Assemblea generale è previsto per giovedì 24 settembre, quando dovrebbe rivolgersi alla plenaria.
La domanda che suscita maggiore interesse ad Atene è se ci sarà un incontro tra il premier greco e Recep Tayyip Erdoğan. Lo stesso Mitsotakis ha dichiarato, prima della partenza, che al momento non è previsto alcun faccia a faccia, perché non è certo che le agende dei due leader coincidano.
Il premier ha comunque lasciato aperta la possibilità di organizzare un incontro all'ultimo momento.
Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan dovrebbe intervenire all'Assemblea generale martedì 22 settembre, come quarto oratore della sessione mattutina. La sua presenza suscita particolare attenzione ad Atene, perché nelle ultime settimane Ankara ha riportato con forza al centro del dibattito la smilitarizzazione di alcune isole greche e altre posizioni tradizionali della Turchia nel Mar Egeo.
Il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha dichiarato di recente che Ankara considera la presenza di forze armate greche su alcune isole una questione di sicurezza nazionale per la Turchia. Pochi giorni dopo, il ministero della Difesa turco ha rilanciato lo stesso tema in occasione della visita di Kyriakos Mitsotakis a Kastellorizo.
Atene, dal canto suo, ribadisce di volere mantenere aperti i canali di comunicazione con Ankara sottolineando però che l**'unica divergenza che riconosce riguarda la delimitazione delle zone marittime nel Mar Egeo e nel Mediterraneo orientale**. Il premier ha inoltre ricordato più volte che la Grecia mantiene il diritto di estendere le proprie acque territoriali fino a 12 miglia nautiche.
Questa fase di tensione arriva mentre il dialogo greco-turco è ancora in corso, ma senza che si sia registrato un avvicinamento sostanziale sulla delimitazione delle zone marittime. Il ministro degli Esteri greco, Giorgos Gerapetritis, ha sottolineato che Atene e Ankara continuano a divergere persino su quali questioni debbano essere oggetto di negoziato.
La questione cipriota al centro dei contatti di Christodoulidis
La presenza di Nikos Christodoulidis a New York assume un peso particolare. La parte cipriota punta a sfruttare la Settimana di Alto Livello per mantenere viva la procedura sulla questione cipriota e creare le condizioni per la ripresa di negoziati sostanziali.
Il presidente della Repubblica di Cipro è già a New York e il suo programma comprende una serie di incontri importanti. Martedì 22 settembre vedrà la rappresentante personale del segretario generale dell'ONU per la questione cipriota, María Ángela Holguín, mentre mercoledì 23 settembre interverrà all'Assemblea generale.
Giovedì 24 settembre è previsto il suo incontro con António Guterres. Il presidente cipriota dovrebbe aggiornare il segretario generale sull'andamento dei contatti con la parte turco-cipriota e presentare le proposte di Nicosia per i prossimi passi del processo.
La tempistica è particolarmente significativa, perché solo giovedì scorso Nikos Christodoulidis e il leader turco-cipriota Tufan Erhürman hanno avuto un nuovo incontro sotto l'egida delle Nazioni Unite. Secondo l'ONU, si è discusso di misure per la costruzione della fiducia, della metodologia e dei contenuti dei colloqui.
L'incontro non ha portato a un grande accordo, ma Christodoulidis ha parlato di nuove idee che potrebbero contribuire ad avanzare il processo. Erhürman, da parte sua, ha definito il clima migliore rispetto alla precedente riunione.
Nessuna riunione nel formato 5+1, il ruolo dell'Italia
Il grande interrogativo è se questa nuova dinamica potrà tradursi in un ulteriore passo avanti sotto l'egida dell'ONU.
Finora a New York non è stato programmato alcun incontro nel formato 5+1, che prevede la partecipazione delle due parti, delle tre potenze garanti e dell'ONU. António Guterres ha lasciato intendere che è ancora necessario lavorare per creare le condizioni di una riunione di questo tipo.
L'obiettivo di Nicosia è comunque sfruttare la presenza a New York di tutte le parti coinvolte e mantenere la dinamica che si è creata negli ultimi mesi.
L'Italia non è tra le potenze garanti dei negoziati (Grecia, Turchia e Regno Unito) ma ha tradizionalmente avuto attenzione per la questione turco-cipriota su cui, in linea con le posizioni dell'ONU (nelle risoluzioni 541 e 550) )e dell'UE, non riconosce la Repubblica turca di Cirpo nel Nord e sostiene una riunificazione federale dell'isola che tenga insieme le due comunità.
Nell'ottobre 2024 il governo Meloni ha sottoscritto la dichiarazione finale del Vertice MED9 di Pafos, in cui è stato ribadito sostegno incondizionato alla sovranità e all'integrità territoriale della Repubblica di Cipro e il rifiuto della proposta turca di una soluzione a "due Stati".
Posizione ribadita un anno dopo nell'incontro del Partenariato Strategico Italia-Turchia a Roma, durante cui il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha ribadito all'l'omologo turco Hakan Fidan l'adesione alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU e del Consiglio Europeo.
A livello UE, ancora nelle riunioni della scorsa primavera, l'Italia ha sempre supportato la linea di Nicosia, per cui la questione di Cipro è una precondizione per il pieno sviluppo delle relazioni strategiche tra l'Unione Europea e la Turchia.
In questo senso il ruolo di Roma è stato rafforzato dalla nomina del vicepresidente esecutivo italiano della Commissione Europea, Raffaele Fitto, a Rappresentante speciale della Commissione per Cipro.
Energia e Mediterraneo orientale nel programma di Nikos Christodoulidis
La questione cipriota non è l'unico dossier che lega Nicosia alle più ampie evoluzioni geopolitiche del Mediterraneo orientale. Nel programma di Nikos Christodoulidis figurano anche incontri con alti dirigenti dei gruppi energetici Chevron e ExxonMobil, attivi nelle acque di competenza cipriota.
La dimensione energetica assume un'importanza crescente in una fase in cui Grecia e Cipro cercano di rafforzare la loro cooperazione nel Mediterraneo orientale. Atene ha ribadito che la delimitazione delle zone marittime deve avvenire sulla base del diritto internazionale.
Solo pochi giorni fa, dopo l'incontro informale a tre tra Grecia, Cipro ed Egitto a El Alamein, Kyriakos Mitsotakis ha sottolineato l'importanza della cooperazione tra i tre Paesi e dell'adesione al diritto internazionale e al diritto del mare.
Anche se durante l'Assemblea generale non sono attesi passi spettacolari su greco-turche e questione cipriota, i prossimi giorni diranno se i contatti a margine dei lavori potranno aprire nuovo spazio diplomatico per Atene e Nicosia. Il tutto in una fase in cui il Mediterraneo orientale resta una delle aree geopoliticamente più sensibili d'Europa.