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Perquisizioni al ministero della Difesa, Terna e Rfi: si sospettano illeciti in gare d'appalto

La sede del Ministero della Difesa a Roma in Via XX Settembre
La sede del Ministero della Difesa a Roma in Via XX Settembre Diritti d'autore  Credit: Mister No - file è disponibile in base alla licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported
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Di Andrea Barolini
Pubblicato il
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La Guardia di Finanza ha effettuato perquisizioni presso il ministero della Difesa e le sedi di Terna e Rete ferroviaria italiana, nell'ambito di un'inchiesta aperta dalla Procura di Roma

Nella mattinata di oggi, giovedì 26 marzo, militari della Guardia di Finanza hanno effettuato perquisizioni presso il ministero della Difesa, la sede di Rete ferroviaria italiana (Rfi), Terna e il Polo Strategico Nazionale. L'operazione è legata a un'inchiesta aperta dalla Procura di Roma: il fascicolo rappresenta un ulteriore filone dell'indagine su Sogei, azienda specializzata in sicurezza informatica e controllata dal ministero dell'Economia e delle Finanze.

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Ipotizzati tra gli altri i reati di corruzione, riciclaggio e turbativa d'asta

I reati ipotizzati sono di corruzione, riciclaggio, autoriciclaggio, turbativa d'asta e traffico di influenze illecite. Secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Ansa, le persone indagate a vario titolo sarebbero in tutto ventisei, e figurerebbero tra gli altri generali della Difesa, dirigenti di società società pubbliche e imprenditori privati.

Coordinare l'indagine sono i magistrati Giuseppe Cascini e Lorenzo Del Giudice. Il sospetto è che siano state effettuate irregolarità nella gestione di una serie di appalti informatici, nonché nelle procedure di aggiudicazione legate a gare bandite da enti pubblici e società partecipate.

Il ministero: "Massima collaborazione con gli inquirenti"

Da parte sua, il ministero ha garantito in un comunicato "pieno supporto e massima collaborazione sin dall'avvio delle attività investigative iniziate negli anni precedenti", aggiungendo che "eventuali responsabilità accertate saranno perseguite con la massima severità, nel rispetto della legge e delle prerogative dell’Autorità giudiziaria".

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