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Presepe, Valpolicella e cibo Alpi: le nuove candidature al patrimonio immateriale dell'Umanità

L'Italia ha candidato il Presepe per il Patrimonio culturale dell'Unesco
L'Italia ha candidato il Presepe per il Patrimonio culturale dell'Unesco Diritti d'autore  AP Photo/Gregorio Borgia
Diritti d'autore AP Photo/Gregorio Borgia
Di Gabriele Barbati
Pubblicato il
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L'Italia candida il Presepe, l'appassimento delle uve della Valpolicella e il cibo alpino al Patrimonio Immateriale Unesco per il 2026. Il Ministero della Cultura punta su identità e artigianato per rafforzare il primato culturale italiano nel mondo dopo il riconoscimento della cucina lo scorso anno

La Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco ha deciso, su proposta del ministero della Cultura, di presentare all'Unesco tre nuove candidature per l'iscrizione a patrimonio culturale immateriale dell'Umanità, dopo lo storico riconoscimento della nostra cucina nel 2025.

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Sono il Presepe, l'appassimento delle uve della Valpolicella e il patrimonio alimentare alpino, si legge in una nota del ministero diffusa giovedì: la candidatura "Il presepe, dalle origini a tradizione culturale, e l'arte di crearlo" valorizza la creatività artistica, l'artigianato e la spiritualità popolare delle comunità presepiali.

L'iniziativa, promossa dall'Italia con la partecipazione di Spagna e Uruguay, acquista un significato particolare nell'anno in cui ricorrono gli 800 anni dalla morte di san Francesco d'Assisi.

La tradizione del Presepe, ha dichiarato il ministro Alessandro Giuli, è "un elemento qualificante della identità culturale italiana, un collante sociale per le nostre comunità e una testimonianza eccelsa dell'artigianato artistico tradizionale".

Perché la candidatura della zona del Veneto e del cibo alpino

La candidatura indica che "il rito della messa a riposo delle uve della Valpolicella" rappresente il "legame profondo tra comunità, paesaggio e cultura produttiva".

L'Italia partecipa inoltre alla candidatura multinazionale del Patrimonio alimentare alpino, coordinata con Svizzera, Francia e Slovenia. L'iniziativa raccoglie pratiche alimentari tradizionali delle comunità alpine e rappresenta un modello virtuoso di collaborazione internazionale per la tutela e la trasmissione dei saperi locali.

"L'Italia, che vanta il primato mondiale di maggior siti riconosciuti dall'Unesco, vede sempre più accrescere l'importanza del proprio patrimonio culturale", ha dichiarato Gianmarco Mazzi, sottosegretario alla Cultura con delega all'Unesco.

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