La 6ª edizione dei World Nomad Games si è svolta in Kirghizistan, con 109 squadre da tutti i continenti impegnate in 42 discipline. Il programma ha incluso anche eventi scientifici e culturali e un villaggio etnico, per preservare e promuovere la cultura, le tradizioni e la storia nomade nel mondo.
La 6ª edizione dei Giochi mondiali dei nomadi si è svolta a Bishkek, capitale della Repubblica del Kirghizistan. La cerimonia inaugurale ha segnato il debutto della nuova Bishkek Arena, con oltre 3000 atleti in rappresentanza di 109 squadre nazionali. Organizzati nel 35° anniversario dell'indipendenza del Kirghizistan (una data dal forte valore simbolico), i Giochi hanno visto anche la partecipazione di oltre 20 capi di Stato e di governo, giunti in città per il vertice dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, che ha coinciso con l’evento.
Gli atleti si sono sfidati in 42 discipline: alcune tradizionali delle culture nomadi dell'Asia centrale, come il kokpar, il kok boru, la lotta a cavallo e la frantumazione delle ossa; altre invece diffuse a livello globale, come il tiro con l'arco, il tiro alla fune e le corse ippiche.
Nella gola di Kyrchyn è stato inaugurato un villaggio etnico dedicato all’antico stile di vita nomade.
Nel corso dei sei giorni dell’evento si sono svolte centinaia di competizioni sportive, culminate nella tradizionale rivalità kazako-kirghisa, con i due Paesi che si sono aggiudicati la maggior parte delle medaglie.
I Giochi hanno accolto più di 200.000 persone, mentre oltre 2000 giornalisti e blogger kirghisi e 550 stranieri hanno fatto sì che il mondo venisse a conoscenza delle tradizioni nomadi.