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Francia, persi un terzo dei posti di lavoro nell'auto in 13 anni di crollo

ARCHIVIO - Fumo si alza da una fabbrica mentre un camion carico di auto attraversa un ponte a Parigi, novembre 2018
ARCHIVIO. Fumo si alza da una fabbrica mentre un camion carico di auto attraversa un ponte a Parigi, novembre 2018 Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Quirino Mealha
Pubblicato il
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L’occupazione nell’industria automobilistica francese è scesa da 425.500 addetti nel 2010 a 286.800 nel 2023, con una perdita di quasi 139.000 posti a tempo pieno, pari al 33%.

Secondo un rapporto pubblicato giovedì dall'Istituto nazionale di statistica e studi economici francese (INSEE), la forza lavoro dell'industria automobilistica del Paese si è ridotta di un terzo tra il 2010 e il 2023.

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Il dato comprende costruttori, produttori di componenti e altri fornitori. La parte principale della contrazione è dovuta alle case automobilistiche, che nei 13 anni considerati dallo studio hanno tagliato 46.000 posti di lavoro.

Il calo delle vendite, legato tra l'altro alla concorrenza cinese, ha aggravato il problema e portato alla chiusura e alla delocalizzazione di numerosi stabilimenti.

Renault e Stellantis, che riunisce oltre una dozzina di marchi come Citroën, Fiat e Peugeot, hanno aperto impianti in altre aree d'Europa dove il costo del lavoro è più basso, come in Romania, Slovenia, Spagna, Portogallo e Slovacchia.

La ricerca condotta dall'INSEE è la prima a mappare tutte le forme di produzione industriale legate al settore automobilistico francese e dipinge uno scenario cupo.

I dati appaiono ancora più allarmanti se confrontati con quelli dell'industria non automobilistica, dove l'occupazione è rimasta quasi stabile, con un calo di appena l'1%.

ARCHIVIO. Loghi di marchi automobilistici sulla facciata della sede Stellantis vicino ad Amsterdam, gennaio 2021
ARCHIVIO. Loghi di marchi automobilistici sulla facciata della sede Stellantis vicino ad Amsterdam, gennaio 2021 AP Photo/Peter Dejong

Futuro nero per l'industria automobilistica francese

La contrazione e la conseguente delocalizzazione della produzione automobilistica francese hanno colpito negativamente diversi settori collegati nel Paese e, dal 2023, la tendenza si è ulteriormente accelerata.

I fornitori di componenti in Francia sono stati colpiti ancora più duramente dalla delocalizzazione delle case automobilistiche: i produttori di attrezzature e componenti hanno ridotto la forza lavoro nel Paese del 31,5%, con la perdita di 92.700 posti di lavoro a tempo pieno.

Inoltre Michelin, Valeo, Forvia, Bosch, Lisi e Dumarey stanno chiudendo vari siti produttivi in Francia.

Il contrasto con le altre attività industriali è netto. I posti di lavoro legati al successo dell'industria automobilistica francese crollano, mentre l'occupazione nelle sezioni non collegate allo stesso comparto resta molto più stabile.

I produttori di gomma e plastica per l'industria automobilistica hanno perso il 43% degli addetti, mentre quelli attivi fuori dal settore auto hanno registrato solo un calo del 3%.

La stessa forbice si osserva nella metallurgia: per le produzioni legate all'auto l'occupazione è diminuita del 42%, ma nelle altre attività dello stesso settore il calo è, ancora una volta, limitato al 3%.

Per i prodotti in metallo, il comparto legato all'automotive registra una flessione del 27%, mentre negli altri ambiti i posti di lavoro restano praticamente stabili.

Ancora più significativo il caso della chimica: l'occupazione collegata all'auto cala del 29%, ma quella al servizio di altri settori cresce del 19%.

Nel complesso, queste differenze nette indicano una crisi strutturale sempre più profonda. Mostrano come il settore automobilistico francese si stia rapidamente sganciando dalla relativa stabilità del resto dell'industria, senza segnali di ripresa e con molti indizi di ulteriore peggioramento.

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