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Più poteri ai militari e fermo preventivo: la risposta del governo agli scontri di Milano

Carabinieri in Piazza del Duomo a Milano
Carabinieri in Piazza del Duomo a Milano -  Diritti d'autore  AP Photo
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Di Stefania De Michele
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Dal fermo preventivo al divieto di aggregazione, ecco le misure allo studio e i nuovi poteri previsti per i militari impegnati a Milano

Altri 500 militari nelle strade di Milano e nuove misure contro le violenze di gruppo, con una stretta che potrebbe riguardare anche i minorenni. È la risposta del governo agli scontri e ai saccheggi registrati negli ultimi giorni nel capoluogo lombardo.

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Il Consiglio dei ministri, convocato per martedì 20 ottobre, è chiamato a esaminare un nuovo decreto Sicurezza, il sesto, che potrebbe anticipare alcune delle norme già contenute nel disegno di legge all'esame del Parlamento.

Tra le principali misure allo studio ci sono l'estensione del fermo preventivo fino a 24 ore, anche per gli under 18, l'arresto in flagranza differita per i danneggiamenti commessi in gruppo e il divieto di aggregazione per persone considerate pericolose per l'ordine pubblico. Il pacchetto potrebbe comprendere anche nuove fattispecie di reato e pene più severe per le violenze durante le manifestazioni.

Scontri tra manifestanti e forze dell'ordine a Milano
Scontri tra manifestanti e forze dell'ordine a Milano AP Photo

Milano, 500 militari in più con poteri rafforzati per tre mesi

"Ci saranno 500 militari che avranno anche i poteri di polizia giudiziaria, che contribuiranno a garantire la sicurezza", ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine del Welfare Italia Forum, a Roma. Il governo promette una risposta "con grande fermezza" per tutelare i cittadini, la libertà di circolazione e le attività commerciali.

L'invio dei nuovi contingenti rafforzerà l'operazione Strade Sicure, che già impiega personale dell'Esercito nel presidio di obiettivi sensibili e nel controllo del territorio. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha chiesto che l'aumento del personale sia accompagnato da norme che consentano ai militari di operare con funzioni di polizia giudiziaria per un periodo limitato, indicato in tre mesi, a supporto di Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza.

Attualmente i militari possono identificare le persone e svolgere controlli nei casi previsti dalla legge, ma non dispongono degli stessi poteri investigativi delle forze di polizia. L'ampliamento delle loro funzioni punta quindi a rendere più incisivo il contributo dell'Esercito nelle operazioni di sicurezza urbana.

Fermo preventivo fino a 24 ore: cosa cambia per i minorenni

Tra le misure più rilevanti c'è l'estensione del fermo preventivo, con un possibile aumento della durata massima da 12 a 24 ore. Il governo vuole inoltre ampliare l'applicazione della misura ai minorenni, consentendo di intervenire anche nei confronti degli under 18 quando ricorrano i presupposti previsti dalla legge.

Il fermo preventivo non equivale a una condanna e non presuppone necessariamente che la persona abbia già commesso un reato. È uno strumento di prevenzione utilizzabile in presenza di specifiche condizioni e di elementi concreti che facciano temere un pericolo per l'ordine pubblico. Le modalità di applicazione, soprattutto nei confronti dei minori, devono rispettare le garanzie previste dall'ordinamento.

La disciplina attuale contempla già il fermo preventivo per gli adulti in occasione di manifestazioni pubbliche, per un massimo di 12 ore e in presenza di un pericolo attuale per l'ordine e la sicurezza pubblica. Il nuovo intervento punta ad ampliare la durata e l'ambito di applicazione, includendo anche i minorenni e valutando contesti ulteriori rispetto alle manifestazioni, come piazze, stazioni e zone della movida.

Per gli under 18 sono previste specifiche procedure, con il coinvolgimento della Procura presso il tribunale per i minorenni e l'informazione dei genitori. Sarà il testo definitivo a chiarire i presupposti e le garanzie applicabili alla nuova disciplina.

Danneggiamenti di gruppo, arresto differito e pene più severe

Il decreto potrebbe intervenire anche sui danneggiamenti commessi da gruppi di persone. Tra le ipotesi discusse figura l'introduzione di una specifica fattispecie di danneggiamento aggravato di gruppo, con sanzioni più severe quando più persone agiscono insieme contro beni pubblici o privati.

Nel disegno di legge Sicurezza già all'esame del Senato è prevista una disciplina per i danneggiamenti commessi da almeno cinque persone riunite, con pene che possono arrivare a cinque anni di reclusione e multe fino a 15.000 euro. Il governo potrebbe anticipare o rielaborare alcune di queste disposizioni nel nuovo decreto.

Un altro strumento è l'arresto in flagranza differita, che permette di procedere all'arresto sulla base di elementi documentali, come fotografie e filmati, anche quando l'autore non è stato fermato mentre commetteva materialmente il reato. L'obiettivo è estenderne l'utilizzo ai danneggiamenti di gruppo e rafforzare gli interventi contro chi partecipa alle devastazioni.

La Lega chiede inoltre l'arresto obbligatorio per i reati di devastazione durante le manifestazioni e la possibilità di ricorrere all'arresto differito entro 48 ore. Alcune di queste possibilità sono già previste dalla normativa vigente: resta da capire quali modifiche concrete saranno introdotte e per quali reati.

Divieto di aggregazione, avviso orale e stretta sui blocchi stradali

Tra le altre misure allo studio c'è il rafforzamento del divieto di aggregazione, uno strumento di prevenzione che potrebbe essere esteso per contrastare le violenze di gruppo anche al di fuori delle manifestazioni politiche. La misura potrebbe riguardare persone già note alle autorità per episodi di violenza, aggressioni e danneggiamenti, comprese condotte legate alle risse e alla cosiddetta mala movida, quando ricorrano i requisiti stabiliti dalla legge.

Il governo valuta inoltre di rafforzare l'avviso orale del questore, con cui l'autorità di pubblica sicurezza richiama formalmente una persona ritenuta pericolosa e la invita a rispettare la legge. Anche in questo caso, il nuovo intervento punterebbe a rendere più incisivi strumenti già esistenti.

Sul tavolo ci sono poi possibili inasprimenti delle norme sui blocchi stradali e sulle lesioni a pubblico ufficiale. Secondo le ricostruzioni disponibili, tra le ipotesi figura anche una stretta contro chi organizza o partecipa a forme di violenza organizzata durante le proteste, fino alla possibilità di introdurre una specifica fattispecie associativa. Anche questi aspetti dovranno essere confermati dal testo definitivo.

Più risorse alla giustizia minorile e sanzioni per i genitori

Il pacchetto di interventi potrebbe riguardare anche il funzionamento della giustizia minorile. Tra le richieste avanzate da esponenti della maggioranza ci sono il potenziamento degli organici dei tribunali per i minorenni e l'aumento dei posti disponibili nelle strutture detentive, per consentire una gestione più rapida dei procedimenti e delle misure disposte dall'autorità giudiziaria.

Un'altra proposta riguarda l'inasprimento delle sanzioni amministrative per i genitori di minorenni coinvolti in determinati episodi di violenza. Sanzioni di questo tipo sono già previste dalla normativa vigente per alcune condotte: eventuali nuove disposizioni dovranno quindi chiarire quali obblighi o conseguenze aggiuntive si intendano introdurre.

È stata avanzata anche l'ipotesi di rendere più difficile l'accesso alla cittadinanza italiana per giovani stranieri condannati per reati gravi. La proposta, sostenuta da esponenti della Lega nel dibattito parlamentare, non risulta tuttavia tra le misure certe del decreto in preparazione.

Mattarella: solidarietà agli agenti feriti e analisi delle violenze

Dopo gli scontri, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso piena solidarietà alle forze dell'ordine, ricordando i numerosi agenti feriti nei giorni precedenti. Il capo dello Stato ha anche sottolineato la necessità di un'analisi approfondita di fenomeni violenti che possono manifestarsi in modo inatteso e coinvolgere soggetti difficili da inquadrare attraverso le categorie tradizionali.

Il governo punta ora a combinare il rafforzamento dei presidi sul territorio con nuovi strumenti di prevenzione e repressione. Il decreto dovrà chiarire quali misure entreranno effettivamente in vigore, con quali limiti e con quali garanzie, soprattutto quando riguardano minorenni o prevedono restrizioni preventive della libertà personale.

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