"I negoziatori statunitensi cercano da quasi due anni di spingere l'Ucraina alla resa", ha dichiarato Kaja Kallas, mentre crescono le tensioni tra Ue e Usa
L'Alta rappresentante per la Politica estera dell'Unione europea, Kaja Kallas, ha rivolto dure accuse agli Stati Uniti, sostenendo che Washington stia esercitando pressioni sull'Ucraina affinché accetti una resa a condizioni favorevoli al presidente russo Vladimir Putin. Le dichiarazioni arrivano proprio mentre a Oslo, in Norvegia, è in corso una nuova tornata di colloqui di pace.
"I negoziatori americani cercano di spingere l'Ucraina alla resa da ormai quasi due anni, da un anno e mezzo", ha detto martedì al Parlamento europeo. "Se l'Ucraina non si è arresa alle condizioni di Putin è perché l'Europa l'ha sostenuta". Kallas ha inoltre indicato che la presenza europea al tavolo dei negoziati è necessaria per "controbilanciare" le posizioni della Casa Bianca, che a suo avviso si sono via via allineate agli interessi di Mosca.
Zelensky ha dichiarato di sentirsi tradito da Trump
Le relazioni tra Stati Uniti ed Europa si sono deteriorate da quando il presidente americano Donald Trump ha concluso un accordo di fornitura di diesel con Putin e ha allentato le sanzioni fino al prossimo mese di aprile, senza ottenere in cambio alcuna concessione da parte della Russia.
Il capo di Stato americano ha chiesto anche elezioni in Ucraina, benché siano vietate in tempo di guerra, e si è lamentato del fatto che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sia "più difficile da gestire" rispetto a Putin. Lo stesso Zelensky, dal canto suo, ha dichiarato di sentirsi tradito da Trump in un'intervista concessa a Euronews.
"Ritengo che siano stati compiuti passi per convincere l'Ucraina a capitolare", ha confermato il capo di Stato ucraino in una recente intervista a Bloomberg. Mentre Kallas ha lanciato l'allarme sulle ultime evoluzioni parlando al Parlamento europeo a Strasburgo, dopo che diversi eurodeputati hanno denunciato l'assenza di una strategia europea per la pace. "Non è vero", ha replicato Kallas, riferendosi in particolare a un documento che ha presentato alle capitali europee con le condizioni che l'Europa dovrebbe chiedere a Mosca in vista di un futuro accordo.
"Non si tratta solo di ottenere la pace, ma di garantire che sia duratura e giusta"
"Se la Russia presenta le sue richieste massimaliste, noi dobbiamo mettere sul tavolo le nostre. Solo così possiamo riequilibrare questi negoziati e inviare anche un messaggio chiaro alla Russia: su tutte le questioni che la interessano, come la revoca delle sanzioni, l'Europa deve essere presente a quel tavolo, perché sono decisioni europee. Non cederemo gratuitamente su queste cose, perché non si tratta solo di ottenere la pace, ma di garantire che essa sia duratura e giusta", ha aggiunto.
Kallas ha inoltre accusato la Russia di mettere a rischio la sicurezza del Mar Nero con il suo blocco militare, trasformando le forniture alimentari in uno strumento di pressione e cercando di innescare una carestia globale. Romania e Bulgaria hanno segnalato di recente attacchi di droni russi al largo delle loro acque territoriali.
L'Alta rappresentante europea ha inoltre criticato Mosca per aver rifiutato una tregua sull'energia e per aver intensificato la campagna di attacchi contro l'Ucraina in vista dell'inverno. "Kiev vuole la pace più di chiunque altro, perché vive sotto attacchi da quattro anni ormai e sta entrando nel quinto anno. E anche l'Europa vuole la pace. Non è giusto dire che non vogliamo la pace. L'unico Paese che non vuole la pace è la Russia. Su questo dobbiamo essere molto lucidi", ha dichiarato.
Per Kallas l'accordo Trump-Putin sul diesel è un regalo a Mosca
Kallas è tra le voci europee più critiche rispetto al riavvicinamento di Trump a Mosca. La scorsa settimana ha affermato a Euronews che l'accordo sul diesel è stato un regalo a Putin. Bruxelles insiste poi sul fatto che, nonostante le crescenti divergenze, il dialogo con gli Stati Uniti debba proseguire per influenzare il processo di pace e difendere gli interessi dell'Ucraina.
Alti funzionari della Commissione europea, della Nato, della Germania, della Francia, del Regno Unito e della Polonia sono volati a Oslo martedì per partecipare a una nuova tornata di colloqui.