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Sovranità digitale, l'Ue punta alla posa di un cavo sottomarino tra Groenlandia ed Europa

AP/Mads Claus Rasmussen
AP/Mads Claus Rasmussen -  Diritti d'autore  Denmark's Prime Minister Mette Frederiksen, Greenland's government leader Jens-Frederik Nielsen, and President of the European Commission Ursula von der Leyen visit Greenland, 6 September 2026.
Diritti d'autore Denmark's Prime Minister Mette Frederiksen, Greenland's government leader Jens-Frederik Nielsen, and President of the European Commission Ursula von der Leyen visit Greenland, 6 September 2026.
Di Marta Pacheco & Luca Bertuzzi
Pubblicato il
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Bruxelles vuole mettere in sicurezza le infrastrutture digitali nell'Artico, mentre lo scioglimento dei ghiacci e le tensioni geopolitiche trasformano la regione in un corridoio strategico per commercio, comunicazioni e sicurezza

L'Unione europea sta progettando un cavo sottomarino sicuro che colleghi direttamente la Groenlandia all'Europa, con l'ambizione di estendere la rete attraverso il Canada fino a Giappone e Corea del Sud, secondo una bozza di strategia artica visionata da Euronews.

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Il progetto rientra in un più ampio sforzo per rafforzare l'infrastruttura digitale e la sicurezza dell'Europa nell'Artico, una regione sempre più contesa.

"L'Ue sta lavorando al Pan-Arctic Cable che collegherà l'Europa al Giappone e alla Corea del Sud passando per Groenlandia e Canada. Nei prossimi anni l'Ue collegherà la Groenlandia all'Unione europea con un cavo sottomarino sovrano e sicuro", si legge nel documento.

L'iniziativa, descritta nella nuova strategia artica dell'Ue che sarà presentata il 20 ottobre, riflette le crescenti preoccupazioni di Bruxelles: i cavi di telecomunicazione sottomarini sono ormai considerati una questione di sicurezza strategica, non più solo un'infrastruttura commerciale.

La proposta arriva in un contesto di sicurezza in peggioramento nell'Artico, dove la Russia ha ampliato la propria presenza militare e i governi europei sono sempre più preoccupati per le minacce ibride, tra cui interferenze alla navigazione satellitare e sabotaggi alle infrastrutture sottomarine.

Nel frattempo, il crescente interesse degli Stati Uniti per la Groenlandia ha aggiunto un ulteriore livello di tensione geopolitica nella regione, mettendo in evidenza le preoccupazioni europee per la dipendenza da infrastrutture controllate da altri.

Nell'Atlantico settentrionale ci sono circa 17 cavi sottomarini per le telecomunicazioni, con i giganti tecnologici statunitensi che svolgono un ruolo dominante nella rete infrastrutturale più ampia.

I cavi sottomarini trasportano la grande maggioranza del traffico dati internazionale e sostengono dalle comunicazioni quotidiane alle transazioni finanziarie. La loro vulnerabilità a danneggiamenti accidentali o sabotaggi deliberati è diventata una grande preoccupazione per i governi europei.

Per Bruxelles, migliorare la connettività artica significa più che portare internet veloce alle comunità remote. L'Ue punta a creare rotte dati più resilienti e a ridurre la dipendenza da infrastrutture che potrebbero essere interrotte in caso di crisi geopolitica.

La Groenlandia occupa una posizione particolarmente sensibile. Situato tra l'Europa e il Nord America, il territorio autonomo danese è diventato sempre più importante per la sicurezza transatlantica, man mano che si intensifica la competizione sulle risorse artiche, sulle rotte di navigazione e sull'accesso militare.

Un collegamento digitale più diretto con l'Europa potrebbe rafforzare i legami del territorio con l'Ue e allo stesso tempo dare a Bruxelles un ruolo più rilevante nell'infrastruttura che sorregge il futuro della regione.

"Le nuove rotte di cavi sottomarini miglioreranno l'accesso delle comunità artiche e aumenteranno la resilienza e la ridondanza della connettività digitale europea. Tale collegamento è un prerequisito per ulteriori investimenti di grande rilievo per competitività, inclusione, preparazione e difesa", si legge nel documento.

L'estensione proposta verso l'Asia attraverso il Canada darebbe al progetto una dimensione strategica più ampia. Invece di considerare la Groenlandia come una sfida di connettività isolata, l'Ue valuta come le infrastrutture artiche possano diventare parte di una rete più vasta che colleghi le economie europee e asiatiche.

La realizzazione di questa visione come progetto concretamente fattibile dipenderà dalla fattibilità tecnica, dalla domanda commerciale, dai finanziamenti e dalla cooperazione con il Canada e altri partner.

Chi pagherà per per il progetto?

L'Ue ha già stanziato 107 milioni di euro per progetti di connettività che riguardano la Groenlandia, il che significa che il cavo proposto si innesterebbe su impegni già esistenti e non rappresenterebbe un ambito di investimento del tutto nuovo.

La Commissione aveva presentato ai rappresentanti degli Stati membri l'idea di cofinanziare Far North Fibre, una rotta che prevede la posa di un cavo sottomarino nell'area artica. Il costo del piano era stato stimato intorno a 1,15 miliardi di dollari, ma il progetto ha ricevuto circa 11 milioni di euro.

Lo sviluppo potenzialmente più significativo è la prospettiva di un collegamento strategico più ampio tra Groenlandia, Europa e, attraverso il Canada, partner asiatici.

Una rete di questo tipo solleverebbe interrogativi complessi: chi paga la costruzione, chi possiede e gestisce i cavi, come verrebbero protetti e se la rotta sarebbe commercialmente sostenibile.

Qualsiasi estensione verso il Giappone e la Corea del Sud richiederebbe inoltre accordi e coordinamento con partner esterni all'Ue.

Tuttavia, la strategia non risolve questi interrogativi. Né definisce un tracciato definitivo, un bilancio o un calendario di costruzione per la rete proposta.

Il documento prevede comunque la creazione di un Arctic Cable Hub per i Paesi dell'Ue, la Norvegia e l'Islanda, incaricato di monitorare, proteggere e sostenere le operazioni di riparazione dei cavi sottomarini nel Nord Atlantico-Artico. Il funzionamento dell'hub richiederà probabilmente il sostegno di una flotta di rompighiaccio potenziata.

L'Europa deve affrontare la carenza di navi rompighiaccio

Le ambizioni artiche dell'Ue vanno oltre l'infrastruttura digitale e riguardano anche le navi necessarie per operare nelle acque della regione, sempre più contese.

A settembre, all'Arctic Summit, l'inviato speciale dell'Ue per la regione, l'ex primo ministro finlandese Jyrki Katainen, ha avvertito che l'Europa soffre di una carenza critica di capacità di rompighiaccio.

"Non è solo un problema per la Finlandia, per la Norvegia, per la Svezia. Riguarda l'intera Unione europea, l'intero continente europeo. È per questo che ne parliamo. E avete il mio sostegno per affrontarlo insieme", ha dichiarato il cancelliere tedesco Friederik Merz nella conferenza stampa del vertice.

La strategia va effettivamente in questa direzione e promette di creare una Ee Industrial Maritime Value Chains Alliance, incaricata di mappare le esigenze di rompighiaccio, la capacità produttiva disponibile in Europa e le specifiche tecniche necessarie.

"L'Ue, insieme agli Stati membri e ai partner affini, svilupperà opzioni per acquisti congiunti, messa in comune e condivisione di capacità di rompighiaccio e di altre capacità rilevanti per l'Artico", si legge nella strategia.

L'intenzione è di mettere in comune finanziamenti e risorse tecnologiche con i Paesi nordici ed esaminare se sia possibile facilitare la sostenibilità operativa dei mezzi di proprietà nazionale, nel rispetto delle catene di comando nazionali.

La strategia menziona esplicitamente "mezzi con particolare attenzione ai rompighiaccio per ambienti di estremo Nord, che utilizzano sistemi di propulsione avanzati e ad alta resistenza, compresi quelli nucleari".

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