Il Pontefice ha auspicato che la collaborazione di entrambe le parti possa consentire l'arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l'evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile di Oleshky. Kiev fa sapere che è allo studio un piano con Mosca per evacuare i quasi 2.000 civili in trappola
Il Papa ha avuto nel tardo pomeriggio di lunedì 19 ottobre un colloquio telefonico con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, solo pochi giorni dopo aver parlato con Vladimir Putin, mentre ancora si trovava ricoverato al Gemelli, facendo appello per una tregua umanitaria a Oleshky, assediata dai russi con la popolazione ridotta alla fame.
E, fa sapere la Sala Stampa della Santa Sede in una nota, al centro della conversazione c’è di nuovo Oleshky.
Si legge nel comunicato della Santa Sede che "nel corso della conversazione, il Santo Padre ha richiamato la grave situazione nella città di Oleshky, nella regione di Kherson, facendo riferimento alla richiesta di una tregua umanitaria già presentata al Presidente della Federazione Russa. Il Santo Padre ha auspicato che la collaborazione di entrambe le parti possa consentire l'arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l'evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile".
Anche nella telefonata con Putin – iniziativa del Papa stesso, come affermato dal cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin – Leone XIV ha domandato “una tregua per consentire l’arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l’evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile”.
Ucraina e Russia stanno definendo gli ultimi dettagli dell’evacuazione dei civili dalla città di Oleshy e da sei insediamenti vicini verso territorio ucraino controllato dalle forze di Kiev, ha reso noto il Commissario ucraino per i diritti umani, Dmytro Lubinets, precisando che le trattative vanno avanti ogni giorno.
Quali sono stati i contatti precedenti tra Papa Leone XIV e Zelensky
L’appello del Papa va ora a Zelensky, con il quale sono stati numerosi i contatti in questi diciassette mesi di pontificato.
Già il 12 maggio 2025, quattro giorni dopo l’elezione al Conclave, Leone XIV dava prova di avere a cuore la situazione in Ucraina con una prima telefonata ufficiale in cui Zelensky invitava il neo eletto Pontefice a Kyiv e gli ribadiva la disponibilità del Paese a ulteriori negoziati in qualsiasi formato, “compresi colloqui diretti”.
I due si sono poi incontrati il 18 maggio, subito dopo la Messa di inizio pontificato in Piazza San Pietro.
L’incontro si è ripetuto il 9 luglio 2025 con una udienza privata presso Villa Barberini, residenza pontificia di Castel Gandolfo, con un confronto sulla possibilità di ospitare futuri negoziati di pace in Vaticano.
E, di nuovo il 9 dicembre, ancora a Castel Gandolfo, per discutere la necessità di mantenere aperto il dialogo e la questione dei prigionieri di guerra e il ritorno dei bambini ucraini deportati in Russia.
Il 3 aprile scorso, in occasione della Pasqua, di nuovo il Papa aveva sentito Zelensky nel mezzo di una nuova e massiccia escalation di attacchi russi con droni e missili in diverse regioni dell’Ucraina. Il Papa aveva espresso solidarietà al popolo ucraino, ribadendo l’urgenza di aiuti umanitari, della liberazione dei prigionieri e di una pace negoziata.