In un'intervista esclusiva a Euronews, Katarína Mathernová ha difeso il sostegno europeo all'Ucraina e ha detto che Kiev potrebbe completare entro il 2030 i preparativi tecnici per l'adesione all'Ue
Kiev è diventata a tutti gli effetti una "vera città sulla linea del fronte" mentre la Russia intensifica la sua campagna aerea contro l'Ucraina, ha dichiarato a Euronews l'ambasciatrice dell'Unione europea nel Paese Katarína Mathernová. Ha avvertito che gli attacchi incessanti stanno compromettendo sempre più la vita quotidiana nella capitale alla vigilia dell'inverno.
Parlando in esclusiva al programma "Europe Today" di Euronews, Mathernová, che vive in Ucraina da settembre 2023, ha spiegato che la situazione è peggiorata bruscamente dalla fine di agosto, quando la Russia ha iniziato a lanciare frequenti attacchi diurni oltre a quelli notturni.
"Da fine agosto di quest'anno Kiev è diventata davvero una città sulla linea del fronte", ha dichiarato.
Gli allarmi antiaerei costringono i bambini a interrompere le lezioni e a cercare rifugio, i medici a sospendere le procedure e il servizio della metropolitana a fermarsi. Gli attacchi ai ponti hanno reso ancora più difficili gli spostamenti nella capitale, ha aggiunto.
"La situazione è molto, molto, molto difficile e l'inverno non è ancora arrivato", ha avvertito Mathernová.
Ricordando gli attacchi contro l'Accademia nazionale delle scienze, un ospedale vicino alla delegazione dell'Ue e un asilo nel centro di Kiev a settembre, Mathernová ha accusato la Russia di violare sistematicamente le leggi di guerra.
"Ricordiamo che colpire obiettivi civili è un crimine di guerra. Va contro le leggi di guerra", ha ribadito. "I crimini di guerra si consumano ogni giorno".
Le sue dichiarazioni arrivano mentre la Russia impiega sempre più droni a reazione, più veloci, che pongono ulteriori sfide alla difesa aerea ucraina.
L'Europa resta il sostegno più affidabile dell'Ucraina
In un contesto di crescenti tensioni tra Kiev e Washington, Mathernová ha affermato che l'Europa è diventata la fonte più affidabile di assistenza militare e finanziaria per l'Ucraina.
Avendo partecipato agli incontri tra Zelensky, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo António Costa, ha spiegato di aver cercato di trasmettere l'urgenza della situazione vissuta dagli ucraini sotto gli intensificati attacchi russi.
Secondo Mathernová, l'Ue fornisce ora circa tre quarti del sostegno finanziario all'Ucraina. Ha aggiunto che i leader europei restano determinati a mantenere tale assistenza, incoraggiando al tempo stesso gli altri partner a contribuire di più.
Ha inoltre sottolineato che il blocco non ha alcuna intenzione di allentare le sanzioni contro Mosca finché la guerra continua.
Interpellata sul sostegno europeo agli attacchi ucraini contro le raffinerie di petrolio russe, Mathernová ha preferito non commentare le possibili conseguenze diplomatiche per le relazioni con Washington.
Ha comunque appoggiato la posizione della responsabile della politica estera dell'Ue Kaja Kallas, che ha definito questi attacchi un legittimo atto di autodifesa.
"È l'industria dei combustibili fossili che alimenta la guerra dal lato russo", ha affermato.
Riapertura con l'Ungheria alimenta le speranze di adesione all'Ue
Oltre all'assistenza militare e finanziaria, uno degli aspetti più decisivi del sostegno europeo all'Ucraina è la prospettiva di un'adesione all'Ue.
Un recente incontro a Bruxelles tra Zelensky e il primo ministro ungherese Péter Magyar ha alimentato le speranze di ulteriori progressi nei negoziati di adesione dell'Ucraina.
Mathernová, che non ha partecipato alla riunione, ha affermato che i resoconti pubblici indicano che i colloqui sono andati bene, offrendo motivi di ottimismo dopo anni di tensioni tra Kiev e Budapest.
All'inizio della settimana, l'Ue ha aperto altri due pacchetti negoziali, relativi al mercato interno e alla competitività e alla crescita inclusiva, portando a quattro su sei il totale dei pacchetti avviati.
"Restano da aprire solo due pacchetti e, auspicabilmente, ciò avverrà prima della fine dell'anno", ha dichiarato.
Un nuovo gruppo di lavoro congiunto, lanciato dalla commissaria all'Allargamento Marta Kos e dal primo ministro ucraino Serhii Koretskyi, si riunirà due volte alla settimana nei prossimi mesi per aiutare Kiev ad accelerare le riforme, in particolare sullo stato di diritto e sulla lotta alla corruzione.
Per Mathernová, la volontà politica di aderire all'Ue esiste già. La sfida ora è trasformare questa ambizione in riforme concrete.
"Continuo a pensare che tutto il lavoro tecnico e preparatorio possa essere completato entro la fine del decennio", ha affermato.
Ciò, tuttavia, non significherebbe necessariamente un'adesione entro il 2030. L'eventuale ingresso dell'Ucraina richiederà comunque l'accordo dei Paesi membri dell'UE.
"L'Unione europea sarà più forte con l'Ucraina"
Mathernová ha cercato anche di smorzare le preoccupazioni sulle ricadute economiche dell'adesione ucraina, ricordando che timori analoghi avevano accompagnato i precedenti allargamenti dell'Ue.
Ha ricordato come l'ingresso di Spagna e Portogallo avesse messo in allarme i produttori europei di vino, mentre l'allargamento a est del 2004 aveva suscitato timori per la concorrenza dei produttori agricoli e dei lavoratori dei nuovi Stati membri.
Ha riconosciuto che il vasto settore agricolo ucraino e il suo potenziale economico solleveranno inevitabilmente interrogativi simili, ma ha aggiunto che questi potranno essere affrontati attraverso i negoziati, periodi transitori e compromessi.
Gli ostacoli politici potrebbero rivelarsi più difficili da superare. Mathernová ha citato il lungo percorso di adesione della Macedonia del Nord come promemoria del fatto che le dispute bilaterali possono rallentare l'allargamento, pur dicendosi fiduciosa che una diplomazia costante possa contribuire a risolvere tali divergenze.
Nonostante queste sfide, ha insistito sul fatto che l'adesione dell'Ucraina alla fine andrà a beneficio dell'Unione nel suo complesso.
"Sono profondamente, profondamente, profondamente convinta che l'Unione europea sarà più forte, più rilevante nel mondo e più competitiva con l'Ucraina al suo interno", ha dichiarato.