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Marine Le Pen vuole fermare gli aiuti francesi a Kiev: "Non abbiamo più soldi per aiutare l'Ucraina"

Marine Le Pen vuole tagliare gli aiuti all'Ucraina.
Marine Le Pen vuole tagliare gli aiuti all'Ucraina. -  Diritti d'autore  Ludovic Marin, Pool Photo via AP: AP Photo/Aurelien Morissard
Diritti d'autore Ludovic Marin, Pool Photo via AP: AP Photo/Aurelien Morissard
Di Nina Borowski
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Marine Le Pen promette di interrompere gli aiuti finanziari francesi all'Ucraina dopo sei mesi. Zelensky difende la cooperazione militare e Macron conferma il sostegno a Kiev

Marine Le Pen vuole interrompere gli aiuti finanziari della Francia all'Ucraina se vincerà le elezioni presidenziali del 2027. La leader del Rassemblement national, partito francese di estrema destra, è pronta anche a recarsi a Kiev per discutere direttamente della questione con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Ma la sua proposta ha già acceso lo scontro politico in Francia, dove diversi candidati alla successione di Emmanuel Macron accusano Le Pen di indebolire la sicurezza europea e favorire gli interessi della Russia di Vladimir Putin.

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La polemica è nata dopo le dichiarazioni della candidata sulla sostenibilità economica del sostegno francese a Kiev. Zelensky ha replicato che Le Pen non conosce a fondo i dettagli della cooperazione militare tra i due Paesi. Lei ha risposto rilanciando la disponibilità al confronto, senza arretrare sulla promessa di tagliare gli aiuti.

Le Pen a Zelensky: "Sono pronta a venire in Ucraina"

Ospite dell'emittente televisiva francese CNews giovedì 15 ottobre, Marine Le Pen ha dichiarato di essere disponibile a recarsi in Ucraina per discutere con Zelensky. "Potremmo benissimo dibattere di questo tema quando lui lo vorrà", ha affermato, aggiungendo di non avere "nulla, personalmente, contro Zelensky".

Il punto, secondo la leader del Rassemblement national, è la capacità finanziaria della Francia di continuare a sostenere Kiev mentre il Paese è alle prese con i propri problemi di bilancio. "Quello che voglio dirgli è che non abbiamo più i mezzi finanziari per fornire aiuti", ha dichiarato.

In un'intervista alla televisione fiamminga VRT News, Le Pen aveva stimato in circa sei miliardi di euro all'anno il costo del sostegno francese all'Ucraina. La cifra è in linea con l'ordine di grandezza della media annuale degli aiuti complessivi attribuiti alla Francia dal febbraio 2022, considerando sia i contributi bilaterali sia quelli attraverso i meccanismi europei.

La candidata ha precisato che, in caso di elezione all'Eliseo, manterrebbe gli aiuti per i primi sei mesi del mandato, per poi interrompere il sostegno finanziario. "Per non mettere nessuno con le spalle al muro", ha spiegato, prima di ribadire che la Francia non sarebbe più in grado di sostenerne il costo.

Zelensky: la cooperazione militare con la Francia è vantaggiosa per entrambi

Il presidente ucraino ha contestato l'idea che gli aiuti francesi rappresentino soltanto una spesa per Parigi. In un'intervista al quotidiano britannico Financial Times, pubblicata giovedì 15 ottobre, Zelensky ha sostenuto che la cooperazione militare con l'Ucraina offre vantaggi concreti anche alla Francia.

"Non può che guadagnarci", ha affermato, spiegando che Kiev restituisce qualcosa in cambio del sostegno ricevuto: l'esperienza maturata dall'esercito ucraino durante la guerra contro la Russia permette infatti di valutare e migliorare le tecnologie militari in condizioni reali di combattimento.

Tra gli esempi citati dal presidente ci sono i sistemi di difesa antiaerea SAMP/T, sviluppati dalla Francia e dall'Italia, che sono stati modificati nel tempo per rispondere meglio alle esigenze operative sul campo. Zelensky ha richiamato anche i missili da crociera franco-britannici SCALP/Storm Shadow.

Per il leader ucraino, si tratta di una collaborazione vantaggiosa per entrambe le parti: l'Ucraina riceve strumenti per difendersi dagli attacchi russi, mentre i partner europei possono acquisire informazioni preziose sulle prestazioni dei propri sistemi d'arma in un conflitto ad alta intensità.

Macron conferma il sostegno francese a Kiev

Di segno opposto la posizione del presidente francese Emmanuel Macron, che giovedì ha ribadito il sostegno della Francia all'Ucraina dopo un colloquio con Zelensky a Bruxelles.

Di fronte all'intensificarsi degli attacchi russi, Macron ha definito "decisivo" fornire a Kiev tutti i mezzi necessari per difendere il territorio, proteggere la popolazione e mettere al sicuro le infrastrutture. "La Francia continuerà ad assumersi le proprie responsabilità", ha assicurato.

Anche il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, ha criticato la proposta di Le Pen. Intervenendo su X, ha avvertito che interrompere gli aiuti all'Ucraina sarebbe "il modo più sicuro per vedere la guerra avvicinarsi alle nostre frontiere".

Il sostegno a Kiev diventa così uno dei temi centrali del confronto sulla politica estera francese in vista delle elezioni del 2027, con una frattura evidente tra chi considera gli aiuti un costo da ridurre e chi li ritiene parte integrante della sicurezza nazionale ed europea.

Attal, Glucksmann e Philippe attaccano la leader del RN

Le dichiarazioni di Marine Le Pen hanno provocato una serie di reazioni tra i suoi potenziali avversari nella corsa all'Eliseo.

Gabriel Attal, ex primo ministro e candidato del partito centrista Renaissance, ha accusato la leader del Rassemblement national di voler "lasciare che gli ucraini vengano trucidati". Intervenendo su Franceinfo, ha sostenuto che il sostegno a Kiev non sia una semplice iniziativa umanitaria, ma una componente della difesa francese.

Raphaël Glucksmann, eurodeputato e candidato del centrosinistra, ha parlato di "capitolazione" e "sottomissione" davanti a Vladimir Putin. Secondo lui, tagliare gli aiuti significherebbe esporre l'intera Europa alla pressione del presidente russo. Glucksmann ha inoltre dichiarato che Le Pen non dovrebbe "assolutamente prendere il potere".

Duro anche Édouard Philippe, ex primo ministro e leader del partito di centrodestra Horizons, che ha definito un "tradimento" la prospettiva di interrompere gli aiuti francesi alla fine del 2027. In un messaggio su X, Philippe ha sostenuto che una decisione del genere indebolirebbe ulteriormente l'Ucraina proprio quando sarebbe necessario rafforzare il sostegno europeo.

Le critiche sono arrivate anche da Charles Consigny, avvocato ed editorialista del programma radiofonico Les Grandes Gueules su RMC, che ha accusato la posizione di Le Pen di favorire gli interessi di Putin.

Nel campo del Rassemblement national, invece, la deputata Laure Lavalette ha difeso la proposta di fermare il sostegno finanziario. "Non possiamo più aiutare l'Ucraina. Le casse sono vuote", ha dichiarato a RMC, pur ammettendo di non conoscere l'ammontare preciso del contributo francese.

Aiuti all'Ucraina, quanto ha speso la Francia dal 2022

Secondo il Kiel Institute, centro di ricerca tedesco che monitora il sostegno internazionale all'Ucraina attraverso l'Ukraine Support Tracker, la Francia ha contribuito con circa 27 miliardi di euro dall'inizio dell'invasione russa su vasta scala, nel febbraio 2022. La cifra comprende circa 7,9 miliardi di aiuti bilaterali e 19 miliardi attraverso i meccanismi europei.

In valore assoluto, la Germania è il principale contributore europeo, con oltre 50 miliardi di euro impegnati a favore di Kiev. Seguono, tra i Paesi citati nei dati, Francia, Italia e Paesi Bassi.

Il confronto cambia se gli aiuti vengono rapportati alle dimensioni dell'economia nazionale: in proporzione al prodotto interno lordo, il sostegno bilaterale risulta più consistente in Paesi come Danimarca ed Estonia.

È su questa distinzione che si innesta il dibattito politico francese: da una parte il peso economico degli aiuti e le priorità di bilancio, dall'altra il loro valore strategico per la difesa dell'Ucraina e la sicurezza europea. Con le presidenziali del 2027 all'orizzonte, la posizione di Le Pen promette di diventare uno dei principali terreni di scontro della campagna elettorale.

Risorse addizionali per questo articolo • AP

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