La Costa Rica inaugura il carcere Cacco ispirato a Bukele. Un'associazione denuncia possibili violazioni dei diritti dei detenuti e chiede di sospendere i trasferimenti
La Costa Rica inaugura un nuovo carcere ispirato al modello repressivo del presidente salvadoregno Nayib Bukele, il Centro di Alta Contenzione e Crimine Organizzato (Cacco). Il progetto è però subito finito sotto contestazione.
Un'associazione per la tutela delle persone detenute e delle loro famiglie ha presentato un ricorso di amparo, strumento di tutela dei diritti fondamentali previsto dall'ordinamento costaricano, chiedendo di sospendere il trasferimento dei detenuti alla Sala Costituzionale, chiedendo di sospendere in via cautelare il trasferimento dei reclusi nel nuovo istituto.
Costa Rica, ricorso contro il nuovo carcere Cacco
L'iniziativa legale è arrivata appena un giorno dopo l'inaugurazione della struttura, situata nel complesso penitenziario La Reforma, a San Rafael de Alajuela, pochi chilometri a nord-ovest della capitale San José. Secondo quanto riportato dal quotidiano costaricano La Nación, l'organizzazione denuncia possibili violazioni dei diritti fondamentali dei detenuti, con particolare riferimento alla salute, alla privacy e alla sicurezza.
Il ricorso chiede di bloccare il trasferimento dei reclusi, previsto a partire dalla fine di ottobre, e solleva dubbi sulle condizioni delle celle e sulla disponibilità di personale sufficiente a garantire assistenza ai detenuti.
Il carcere ispirato a Bukele può ospitare 5.100 detenuti
Il Cacco avrà una capienza massima di 5.100 persone, pari a circa il 20 per cento della popolazione carceraria della Costa Rica. La costruzione è costata 15.800 milioni di colón costaricensi, circa 31,1 milioni di euro.
Le contestazioni richiamano le critiche rivolte da media e organizzazioni salvadoregni al sistema penitenziario di El Salvador, diventato un modello per i governi che puntano su misure particolarmente dure nella lotta alla criminalità organizzata.
Laura Fernández: "Tolleranza zero contro il crimine"
Durante la cerimonia di inaugurazione, la presidente costaricana Laura Fernández ha difeso la nuova struttura come uno strumento per rafforzare la sicurezza nazionale.
"Il Cacco costringerà i delinquenti a confrontarsi con un nuovo modello: un approccio di tolleranza zero contro il crimine. Costa Rica diventerà un punto di riferimento mondiale in materia di sicurezza penitenziaria", ha dichiarato.
Fernández ha assunto l'incarico a maggio, dopo una campagna elettorale incentrata sulla promessa di una linea più dura contro le reti del narcotraffico. La presidente si recherà in El Salvador questo venerdì, in una visita che conferma l'interesse del suo governo per l'esperienza di Nayib Bukele.
Costa Rica, scontro tra governo e magistratura sulla politica penale
La strategia del governo ha alimentato il confronto con le autorità giudiziarie. Diversi giudici hanno segnalato pressioni sui meccanismi democratici di controllo e bilanciamento dei poteri. Negli ultimi anni, inoltre, la Costa Rica ha perso posizioni negli indici relativi alla libertà di stampa.
Il dibattito sul Cacco si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione per la criminalità organizzata. Nel 2023 il Paese ha registrato un record di 905 omicidi, secondo i dati giudiziari, pur essendo rimasto per gran parte dell'ultimo decennio tra gli Stati più sicuri dell'America Centrale.
La posizione geografica della Costa Rica l'ha resa un importante Paese di transito per i carichi di cocaina diretti in Europa. Un ruolo che ha attirato cartelli messicani e colombiani e alimentato la competizione tra i gruppi criminali locali.
Il modello carcerario di Bukele si diffonde in America Latina
La costruzione del Cacco riflette una tendenza più ampia in America Latina, dove il modello penitenziario e repressivo promosso da Bukele sta attirando l'interesse di diversi governi orientati verso politiche di sicurezza più rigide.
Ecuador e Honduras hanno già annunciato piani per introdurre strutture di questo tipo. Anche in Perù, la presidente eletta Keiko Fujimori sta valutando l'adozione di misure ispirate all'esperienza salvadoregna, dopo aver annunciato un'altra visita in El Salvador.
La diffusione di queste politiche risponde all'allarme per la criminalità organizzata e il narcotraffico, ma alimenta le preoccupazioni per la tutela dei diritti fondamentali e l'equilibrio tra sicurezza e garanzie democratiche. In Costa Rica, il ricorso alla Sala Costituzionale porta ora al centro del dibattito le condizioni di detenzione e le garanzie previste per le persone destinate al nuovo carcere.