Mercoledì l'Ungheria ha ritirato il veto su due capitoli dei negoziati di adesione dell'Ucraina all'UE. La fase successiva dipende dall'approvazione, da parte del Parlamento di Kiev, di una legge sui diritti delle minoranze. Bruxelles punta ad aprire tutti i cluster rimanenti entro la fine dell'anno
L'Ungheria ha spianato la strada perché l'UE possa aprire altri due cluster negoziali con l'Ucraina, segnalando che Budapest è pronta a revocare il suo veto se Kiev approverà la prossima settimana una legge sui diritti delle minoranze.
La mossa elimina un ostacolo importante in vista del vertice del Consiglio europeo della prossima settimana. Consentirebbe anche di far avanzare i negoziati di adesione della Moldova, poiché i due Paesi candidati sono stati finora strettamente collegati nel processo.
Budapest aveva bloccato ulteriori progressi finché l'Ucraina non avesse adottato una normativa che rafforzasse i diritti educativi e culturali della minoranza ungherese nella Transcarpazia.
Dopo un accordo a livello tecnico, il parlamento ucraino, la Verkhovna Rada, dovrebbe approvare la legge lunedì. Questo aprirebbe la strada all'Ungheria per dare il via libera all'apertura dei cluster due e tre al Consiglio Affari generali a Lussemburgo il giorno successivo.
Nella stessa riunione, gli Stati membri dovrebbero anche approvare un pagamento di 4,2 miliardi di euro di fondi di coesione destinati all'Ungheria, finora congelati per timori di corruzione.
Mercoledì l'Ungheria ha permesso di procedere con i preparativi tecnici per le lettere che il Consiglio deve inviare chiedendo all'Ucraina di presentare le proprie posizioni negoziali. Si tratta di un passo formale verso l'apertura dei cluster.
Budapest aveva finora bloccato anche questo lavoro preparatorio, rendendo la decisione di mercoledì un forte segnale della disponibilità a revocare il veto una volta che Kiev avrà adottato la legge sui diritti delle minoranze.
I cluster potrebbero essere aperti formalmente in una Conferenza intergovernativa martedì prossimo.
Quali sono i cluster che mancano all'Ucraina per entrare in UE
Il processo potrebbe però ancora deragliare. Il parlamento ucraino non ha ancora approvato la legge sulle minoranze, in un contesto di difficoltà nel garantire maggioranze stabili nella Rada.
La soluzione della controversia potrebbe anche aprire la strada al primo incontro bilaterale tra il primo ministro ungherese Péter Magyar e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. I due avevano già previsto un faccia a faccia, ma Magyar aveva subordinato i colloqui ai progressi sui diritti delle minoranze.
I due cluster riguardano il mercato interno e la competitività. All'inizio dell'anno Kiev aveva aperto i cluster sui cosiddetti fondamentali – tra cui stato di diritto e sistema giudiziario – e sulle relazioni esterne.
Se due cluster saranno aperti la prossima settimana, all'Ucraina ne resteranno ancora due da aprire per avviare pienamente il suo percorso di adesione: sull'agenda verde e sulle risorse dell'UE. Bruxelles punta ad aprire tutti i cluster rimanenti entro la fine dell'anno.
Quali sono i punti di tensione tra Ungheria e Ucraina
Le relazioni tra Ungheria e Ucraina si sono deteriorate nettamente sotto il predecessore di Magyar, Viktor Orbán, il cui governo si è scontrato ripetutamente con Kiev e ne ha ostacolato il percorso verso l'adesione all'UE.
Orbán ha condotto una campagna elettorale duramente anti-ucraina, presentando Kiev come una minaccia per la sicurezza dell'Europa.
Dopo la schiacciante vittoria elettorale di aprile, Magyar, entrato in carica a maggio, ha promesso un approccio più pragmatico nei confronti dell'Ucraina.
A giugno ha autorizzato l'apertura di due capitoli negoziali dopo che Kiev aveva adottato un piano d'azione in 11 punti sui diritti delle minoranze.
I diritti degli ungheresi etnici in Transcarpazia restano comunque una fonte di tensione.
Dopo anni di ostilità all'Ucraina sotto Orbán, gli elettori conservatori ungheresi restano diffidenti su un avvicinamento a Kiev.
Ma la difesa degli ungheresi all'estero è molto popolare tra i conservatori, offrendo potenzialmente a Magyar margini per trovare un accordo.
A settembre le relazioni hanno toccato un nuovo minimo dopo uno scontro pubblico su X tra Magyar e il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, sulla partecipazione dell'Ungheria al vertice dei Carpazi di Zelensky, che punta a promuovere lo sviluppo della regione.
Magyar ha criticato l'Ucraina per aver indicato l'Ungheria come partecipante senza il suo consenso, mentre Sybiha lo ha accusato di seguire le orme di Orbán.
La ministra degli Esteri ungherese Anita Orbán ha poi discusso la controversia con Sybiha all'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York.
La settimana scorsa i due ministri degli Esteri hanno tenuto colloqui serrati sull'inserimento in una lista nera, da parte di un sito web ucraino, di due ungheresi: il calciatore Milos Kerkez e il deputato d'opposizione Balázs Hidvéghi.
La disputa è seguita a una partita tra le nazionali ungherese e ucraina a Budapest, durante la quale alcuni ultrà ungheresi hanno fischiato l'inno ucraino e diversi giocatori si sono scontrati in campo.
La ministra degli Esteri Orbán ha condannato "la stigmatizzazione, qualsiasi forma di lista nera o potenziali minacce contro cittadini ungheresi" e ha affermato che Budapest è in contatto con i funzionari ucraini per risolvere la situazione.