La Corte d'appello di Milano ha dichiarato nullo il provvedimento di primo grado e rimandato il procedimento al tribunale. L'europarlamentare è imputata di ingiusto licenzialmento di due collaboratori
È stata annullata martedì dalla Corte d'Appello di Milano, per un difetto procedurale, la condanna di primo grado contro Ilaria Salis a risarcire con 300mila euro due ex collaboratori licenziati dall'europarlamentare.
Secondo i giudici della sezione lavoro, Salis è stata danneggiata da un difetto di contradditorio nel dibattimento di primo grado nella causa intentatale da Valentina Dadda e François Gelmetti, due suoi ex assistenti.
La condanna aveva rimesso Salis al centro dell'attenzione, con una certa sorpresa, dopo essere stata oggetto di un caso diplomatico internazionale per il processo subito in Ungheria, terminato solo con l'elezione della ex maestra elementare milanese a europarlamentare nel 2024 e la conseguente immunità.
Salis, 42 anni, era stata condannata a risarcire Dadda e Gelmetti per licenziamento senza giusta causa. I due erano stati allontanati dal loro incarico pochi mesi dopo l'elezione. La difesa ha impugnato la sentenza per una mancata notifica degli atti giudiziari che avrebbe precluso la possibilità di difendersi.
"Sentenza annullata. Riconosciute le mie ragioni", ha commentato su Instagram l'eurodeputata di Alleanza Verdi-Sinistra (Avs, nel gruppo La Sinistra al Parlamento europeo).
"Non ero stata posta nelle condizioni di venire a conoscenza del procedimento e, di conseguenza, di esercitare il mio diritto alla difesa. L'intero giudizio di primo grado si è svolto in mia totale e incolpevole assenza senza alcuna possibilità di contraddittorio. Una situazione surreale", ha aggiunto Salis denunciando anche una una "vergognosa campagna mediatica" contro "chi si batte a sinistra e non abbassa la testa".
Il procedimento torna ora quindi davanti ai giudici di primo grado.