Lunedì il presidente francese inaugurerà il suo ultimo Salone dell’auto, deciso a rilanciare la linea "Made in Europe": aiuti pubblici al settore solo in cambio di produzione effettiva nell’UE.
Emmanuel Macron si congeda dal Mondial de l'automobile. Il presidente della Repubblica si reca questo lunedì al salone di Parigi, un appuntamento biennale che non ha mai saltato, per l’ultima visita da capo dello Stato. Un’occasione per chi nel 2023 dichiarava di "adorare" la "macchina" per fare il bilancio della sua azione a favore di questo settore strategico.
All’Eliseo assicurano che l’automobile è "al centro" dell’industria francese, con 400.000 posti di lavoro diretti nel Paese. La presidenza sottolinea soprattutto la crescita della produzione di veicoli elettrici e la nascita di una filiera nazionale delle batterie.
Prima del 2017, la produzione di auto elettriche in Francia restava marginale e si basava quasi interamente su un unico modello di punta: la Renault Zoé. All’inizio del mandato di Emmanuel Macron, ricorda una fonte dell’Eliseo, il Paese non disponeva di "alcuna fabbrica di batterie, ovviamente".
Elettrificazione e "Made in France"
Da allora la produzione è decollata, ma resta insufficiente a soddisfare la domanda interna. Nel 2025, secondo l’Insee (fonte in francese), in Francia sono state immatricolate 331.000 nuove autovetture elettriche, contro 216.000 prodotte negli stabilimenti francesi.
Ma sei auto elettriche su dieci prodotte in Francia vengono esportate, soprattutto verso il Regno Unito e altri mercati europei. Alla fine, solo il 26% dei nuovi veicoli elettrici acquistati in Francia è fabbricato sul territorio nazionale. I costruttori devono quindi fare largo affidamento sulle importazioni per rifornire il mercato francese.
La Francia è quindi ancora lontana dall’obiettivo (fonte in francese) fissato dal governo di produrre due milioni di veicoli elettrici all’anno entro il 2030. L’Eliseo sottolinea comunque i progressi nell’elettrificazione del parco auto e saluta l’apertura di quattro fabbriche di batterie nel nord del Paese.
Come a ogni edizione, la visita del presidente al salone sarà preceduta, domenica sera, da una cena all’Eliseo con i rappresentanti della filiera automobilistica, ha confermato la presidenza. Sono attesi circa sessanta attori del settore, tra cui costruttori, produttori di componenti, fabbricanti di batterie e imprese specializzate nelle terre rare, francesi ed europee.
La presidenza precisa che nessun dirigente di marca né alcun espositore cinese parteciperà alla cena. Il salone ospiterà invece numerosi costruttori cinesi.
Il giorno seguente Emmanuel Macron percorrerà i corridoi del Mondial, con soste previste agli stand di Stellantis, Renault e dell’azienda di componentistica Valeo. La visita si concluderà con una tavola rotonda dedicata all’auto a guida autonoma.
Una rigorosa preferenza europea
Mentre la Cina dispone di una capacità di esportazione di 55 milioni di veicoli di tutte le categorie, contro 12 milioni per l’Europa, Parigi vuole che l’UE "sostenga finalmente ciò che produce" di fronte all’ondata in arrivo.
Per quanto riguarda le auto elettriche, la Francia chiede che gli aiuti pubblici europei vadano soprattutto ai veicoli prodotti all’interno dei 27 Stati membri. L’obiettivo è instaurare una preferenza europea "reale", che copra l’intera catena del valore, dalle batterie ai pezzi di ricambio.
Pur restando aperta agli investimenti cinesi in Europa "di qualità", con in particolare trasferimenti di tecnologia, la Francia vuole evitare la creazione di "fabbriche-cacciavite", dove solo "l’ultimo bullone viene assemblato in Europa", mentre tutti gli altri componenti sono realizzati altrove.
Una posizione che Parigi deve armonizzare con Berlino, il che "non è semplice", perché Francia e Germania hanno modelli "molto diversi", sottolinea l’Eliseo.
"La Germania è un Paese che esporta molti più veicoli della Francia, quindi gli interessi non possono essere del tutto gli stessi", afferma una fonte della presidenza della Repubblica.
In pratica, Berlino teme rappresaglie contro i propri costruttori, molto dipendenti dai clienti cinesi, se l’accesso al mercato europeo dovesse restringersi per Pechino, sia per una preferenza europea rigorosa sia per criteri ambientali.
Negoziazioni ancora in corso con la Germania
Il quotidiano economico-finanziario tedesco Handelsblatt ha riportato mercoledì che sarebbe stato trovato un accordo tra Francia e Germania: Parigi accetterebbe di allentare ulteriormente l’obiettivo europeo di riduzione delle emissioni di CO2 delle auto nuove al 2035, portandolo dal 90%, come propone la Commissione europea, all’80% rispetto ai livelli del 2021. In cambio Berlino sosterrebbe regole "Made in Europe" più rigorose.
Informazioni smentite dall’Eliseo alla vigilia del Mondial de l'automobile: "Non c’è alcun accordo", ma sono in corso "discussioni" sulla preferenza europea.
Dopo una giornata riservata alla stampa, con la visita del presidente, il Mondial de l'automobile, uno dei saloni più antichi e più frequentati al mondo, aprirà le sue porte al pubblico dal 13 al 18 ottobre al Parc des expositions della Porte de Versailles.