La visita di Felipe VI a Ceuta e Melilla, oggi e domani insieme alla regina Letizia, è il primo viaggio di sovrani nelle due città dal 2007 e avviene due mesi e mezzo dopo l’ingresso massiccio di migranti nella città autonoma spagnola
Felipe VI e la regina Letizia arrivano a Ceuta e Melilla per la prima visita ufficiale da sovrani, a 19 anni dall'ultima volta in cui un monarca spagnolo si era recato nelle due città autonome.
Il viaggio, in programma il 13 e 14 ottobre, arriva dopo la crisi migratoria di fine luglio, quando decine di migliaia di persone hanno attraversato irregolarmente il confine dal Marocco verso Ceuta, e in un contesto di rapporti delicati con Rabat, che rivendica la sovranità sui due territori.
Il primo appuntamento è fissato alle 12:30 nel municipio di Ceuta, in Plaza de África. Domani i sovrani proseguiranno per Melilla. La visita assume anche un valore simbolico: Felipe VI segue le orme del padre Juan Carlos I, che si recò nelle due città nel novembre 2007, e del bisnonno Alfonso XIII, arrivato a Ceuta nell'ottobre 1927.
La visita dei Re a Ceuta: omaggio alle vittime della crisi migratoria
Il presidente della Città autonoma, Juan Jesús Vivas, accoglierà Felipe VI e Letizia nel municipio e consegnerà loro le chiavi della città, come avvenuto nel 2007 con Juan Carlos I e la regina Sofia.
Il programma prevede poi una visita alla scuola Vicente Aleixandre e una cerimonia ecumenica al cimitero musulmano di Sidi Embarek, dove sono sepolte alcune delle persone morte nel tentativo di raggiungere a nuoto Ceuta tra il 30 e il 31 luglio. Molte vittime sono state sepolte nella città dopo che il Marocco ha rifiutato di riceverne i corpi.
La novità rispetto alla visita del 2007 è che Felipe VI e Letizia trascorreranno la notte a Ceuta. Juan Carlos I e Sofia, invece, avevano lasciato la città al termine della giornata.
A Melilla un programma analogo, Sánchez non accompagna i sovrani
Mercoledì 14 ottobre i sovrani arriveranno a Melilla alle 11:45, dove saranno accolti al Palazzo dell'Assemblea. Nel pomeriggio visiteranno la scuola Pintor Eduardo Morillas e incontreranno rappresentanti della società locale all'hotel Melilla Puerto.
La Casa del Re ha predisposto un programma simile per entrambe le città, sottolineandone così la pari importanza istituzionale, nonostante Melilla non sia stata interessata da un'ondata migratoria paragonabile a quella che ha colpito Ceuta a fine luglio.
Il presidente del Governo spagnolo, Pedro Sánchez, non parteciperà al viaggio. Secondo la Moncloa, il capo dell'esecutivo non accompagna abitualmente i sovrani nelle visite ufficiali di questo tipo. A rappresentare il Governo dovrebbe essere Ángel Víctor Torres, ministro della Politica territoriale e responsabile del coordinamento della risposta alla crisi.
La crisi di luglio e le richieste di solidarietà europea
Secondo il ministero dell'Interno spagnolo, oltre 70.000 persone sono entrate irregolarmente a Ceuta dal Marocco tra il 30 e il 31 luglio. Il 31 luglio Sánchez si era recato nella città autonoma, definendo gli eventi un attacco all'integrità territoriale della Spagna.
Il 6 agosto Felipe VI aveva ricevuto Juan Jesús Vivas al palazzo di Marivent, durante il soggiorno estivo a Maiorca. In quell'occasione, il presidente di Ceuta aveva riferito che il Re intendeva visitare la città quando il Governo lo avesse ritenuto opportuno. Alla fine di agosto Sánchez aveva annunciato che il viaggio si sarebbe svolto non appena fossero state soddisfatte le condizioni necessarie.
La questione è tornata al centro del dibattito il 29 settembre, durante la cena di gala per la visita di Stato del presidente francese Emmanuel Macron. Nel suo discorso, Felipe VI ha chiesto maggiore solidarietà ai Paesi europei e ha definito "inaccettabile" la situazione a Ceuta.
Da agosto, secondo i dati forniti dal ministro Torres, 11.026 persone sono rientrate in Marocco: 10.513 volontariamente e 513 in seguito a espulsione.
Juan Carlos I e Sofia a Ceuta e Melilla nel 2007
La precedente visita di un sovrano spagnolo a Ceuta e Melilla risale al novembre 2007, quando Juan Carlos I e la regina Sofia raggiunsero Ceuta il 5 novembre e Melilla il giorno successivo. Erano trascorsi circa 80 anni dall'ultima visita monarchica.
A Ceuta, dove i sovrani si trattennero per circa cinque ore, Juan Carlos parlò di un "impegno in sospeso" con la città.
Il viaggio provocò una dura reazione del Marocco già prima dell'arrivo dei reali. Rabat richiamò il proprio ambasciatore a Madrid per consultazioni e, secondo quanto riferito dall'agenzia AFP, re Mohammed VI considerò la visita un'offesa ai sentimenti patriottici dei marocchini. A Tetuán e nei pressi della frontiera si svolsero manifestazioni di protesta, mentre a Ceuta migliaia di residenti accolsero i sovrani con entusiasmo.
Alfonso XIII a Ceuta nel 1927, quattro anni prima della fine della monarchia
Il bisnonno di Felipe VI, Alfonso XIII, visitò Ceuta il 5 ottobre 1927, arrivando a bordo della corazzata Jaime I insieme alla regina Victoria Eugenia e al generale Miguel Primo de Rivera, allora capo del Governo.
Dopo l'accoglienza al molo de la Puntilla, il Re passò in rassegna le truppe e visitò la caserma della Legione a Dar Riffien, nel territorio del Protettorato spagnolo in Marocco. Qui la Regina consegnò una bandiera al Tercio, il corpo militare della Legione spagnola. Nel pomeriggio Alfonso XIII assistette a una sfilata, partecipò a una cerimonia nel santuario di Nuestra Señora de África e concluse la giornata con un ricevimento nel municipio, inaugurato proprio in occasione della visita.
Il giorno seguente i sovrani si recarono a Tetuán, capitale del Protettorato. Il Re lasciò inoltre 1.000 pesetas per i poveri di Ceuta, una somma che, rapportata al valore attuale, equivale a circa 2.000 euro.
Alfonso XIII aveva già visitato Melilla nel 1904, per la posa della prima pietra del porto, e vi era tornato nel 1911 e nel 1926.
La visita del 1927 si collocava in una fase complessa per la monarchia spagnola. Sei anni prima, il disastro di Annual, nei pressi di Melilla, aveva provocato la morte di migliaia di soldati spagnoli e alimentato le critiche contro il Re, accusato di aver incoraggiato l'avanzata militare che portò alla catastrofe. Il colpo di Stato di Primo de Rivera, sostenuto da Alfonso XIII, e lo sbarco di Alhucemas del 1925 avevano segnato le tappe successive del conflitto nel Rif.
Un cinegiornale della Paramount conservato dal ministero della Cultura spagnolo documenta la sfilata di truppe spagnole e combattenti rife, nemici fino a poco tempo prima, davanti al sovrano. Quattro anni dopo, il 14 aprile 1931, la proclamazione della Seconda Repubblica pose fine al regno di Alfonso XIII.
La reazione del Marocco e la rivendicazione su Ceuta e Melilla
Il viaggio di Felipe VI e Letizia si svolge in un quadro diplomatico delicato. Il Marocco rivendica da decenni la sovranità su Ceuta e Melilla, territori sotto controllo spagnolo da secoli. Rabat, tuttavia, evita generalmente di menzionare esplicitamente le due città nei comunicati ufficiali.
Finora le autorità marocchine non hanno risposto alle richieste di commento sulla visita dei sovrani. Per il 14 ottobre è stata convocata una manifestazione a Castillejos, città marocchina vicina a Ceuta, per protestare contro la presenza del Re e della Regina spagnoli.
Sabato, nel discorso di apertura della legislatura, Mohammed VI ha affermato che la sovranità del Marocco non ammette pressioni, minacce o ricatti. Il monarca ha inoltre definito la relazione con la Spagna una "scelta sovrana", senza tuttavia citare direttamente Ceuta e Melilla.