Le falde acquifere francesi restano a livelli critici a inizio ottobre: due terzi dei punti di controllo sono sotto la norma, l’81% continua a calare e la ricarica autunnale tarda a partire.
Dopo un’estate segnata da una siccità eccezionale, la situazione sotto i nostri piedi resta molto preoccupante.
Secondo l’ultimo bollettino del Bureau de recherches géologiques et minières (BRGM), pubblicato giovedì 8 ottobre, il 66% dei punti di osservazione delle falde acquifere si colloca al di sotto delle medie stagionali (fonte in francese) (fonte in francese)al 1º ottobre.
Ma soprattutto, la situazione continua a peggiorare: l’81% dei livelli è ancora in calo, contro appena il 7% che comincia a risalire.
Dopo il naturale calo registrato in primavera e in estate, le piogge autunnali di solito iniziano a infiltrarsi nel terreno e a rifornire le riserve sotterranee. Quest’anno però la ricarica sta iniziando molto lentamente.
Perché le piogge di questi giorni non bastano a ricaricare le falde?
Per ricaricare le falde acquifere, l’acqua piovana deve infiltrarsi in profondità nel suolo. Questo processo però incontra tre ostacoli:
La precedente siccità dei suoli: dopo un’estate calda e secca, i terreni sono prosciugati. Le prime piogge servono innanzitutto a reumidificarli in superficie, invece di alimentare le riserve sotterranee.
L’evapotraspirazione: per effetto del calore e della vegetazione, gran parte dell’acqua piovana evapora o viene assorbita dalle piante prima di poter raggiungere gli strati più profondi.
Il deficit accumulato: le scarse piogge e le temperature elevate di inizio autunno hanno ritardato l’avvio del periodo di ricarica, che normalmente comincia in questa fase dell’anno.
La situazione è tanto più allarmante perché è nettamente meno favorevole rispetto a un anno fa. Al 1º ottobre 2025 solo il 31% dei punti di monitoraggio era sotto le medie, contro il 66% di oggi. Il BRGM giudica la situazione del 2026 "preoccupante quanto nel 2022", anche se le falde interessate non sono esattamente le stesse.
Secondo il sito del BRGM, nel 2022 una siccità eccezionale, unita a piogge scarse e a prelievi importanti, aveva provocato una magra particolarmente severa delle falde, con livelli sotto le medie in gran parte del Paese.
E quest’anno il problema riguarda anche le falde cosiddette "inertielles", che reagiscono lentamente alle variazioni delle piogge. Alcune possono impiegare mesi, se non di più, per ricostituirsi.
Al contrario, le falde "réactives" possono risalire rapidamente dopo diversi episodi di pioggia. Ma per ora quasi tutte continuano a diminuire.
La situazione tuttavia non è uniforme. I livelli sono molto bassi in Limousin, nel Morvan, nel Livradois, nel Forez, nel Vivarais e a Est, dalla Champagne alla Lorena passando per il nord dell’Alsazia fino al Giura. Al contrario, diverse falde del Sud-Est del Paese presentano ancora livelli più favorevoli, come mostra questa mappa del BRGM.
L’autunno sarà decisivo
La ricarica delle falde può ancora iniziare nelle prossime settimane, ma dipenderà da piogge regolari e consistenti, in grado di infiltrarsi nei suoli. Alcuni episodi isolati potrebbero non bastare a colmare il deficit accumulato.
Secondo il BRGM, le falde più lente continueranno probabilmente a calare fino alla fine dell’autunno. Per le altre, tutto dipenderà dalle precipitazioni in arrivo.
Nelle zone più in deficit potrebbe essere necessario un inverno più umido del normale per riportare i livelli vicino alle medie stagionali.
La posta in gioco è importante: le acque sotterranee forniscono quasi i due terzi dell’acqua potabile e oltre un terzo dell’acqua utilizzata dall’agricoltura in Francia, un settore la cui attività ha già risentito della siccità del 2026.
Le previsioni stagionali restano però incerte. Météo-France non dispone di uno scenario abbastanza preciso per annunciare se l’autunno in Francia sarà complessivamente secco o umido.