L'Aula della Camera ha approvato con 227 voti a favore e 164 contrari la riforma della legge elettorale. Anche se la Corte costituzionale potrebbe bocciarne alcuni punti. L'Italia entra formalmente così in campagna elettorale, e tutto fa pensare a un voto anticipato
Giovedì 8 ottobre, la Camera dei Deputati ha dato il via libera a scrutinio segreto alla nuova legge elettorale, ribattezzata Stabilicum (o Melonellum dai partiti di opposizione) che verrà applicata alle prossime elezioni politiche, previste nel 2027. Si tratta della votazione definitiva per l’approvazione della riforma voluta dal governo di Giorgia Meloni: 227 voti a favore, e 164 contrari.
Si apre così di fatto la campagna elettorale: la legislatura è in scadenza a settembre 2027, ma nei corridoi di Montecitorio si rincorrono le voci di elezioni anticipate che comunque, come spiegato più avanti, difficilmente si terranno prima del 14 aprile.
Si avvia quindi il risiko alleanze, perché per ora Meloni non vuole allearsi con Futuro Nazionale dell'eurodeputato Roberto Vannacci e il Campo largo dell'opposizione non ha ancora un leader scelto. Restano le divisioni soprattutto sulla guerra in Ucraina tra la segretaria del Partito democratico Elly Schlein e il leader del Movimento Cinque Stelle Giuseppe Conte.
La presidente del Consiglio ha comunque subito twittato con soddisfazione: "A chi sperava di vedere il centrodestra diviso, oggi rispondiamo con i fatti: siamo uniti, compatti e determinati a portare avanti gli impegni presi con i cittadini".
Durante la seduta le opposizioni hanno protestato tirando fuori cartelli con scritto: "Legge truffa", "No all'imbroglio" e "Con Meloni gasolio a 3 euro".
"Prima le poltrone. Questo è il vostro slogan. Voteremo convintamente contro questa legge elettorale pensata non per gli elettori ma per proteggere gli eletti. Con la nostra alleanza progressista saremo in grado di di vincere con qualunque legge elettorale e cambiare la vita degli italiani", ha affermato Elly Schlein durante le dichiarazioni di voto.
Durissimo anche il leader del M5S Conte che facendo riferimento a quanto questa legge sia stata scritta per far vincere l'attuale coalizione di governo chiude: "Manca solo una precisazione ulteriore per garantirvi il futuro controllo del Parlamento: indicare che il premio di maggioranza va a una premier con gli occhi chiari".
Qual è stato l'iter di approvazione della nuova legge elettorale italiana
La maggioranza ha tenuto sul voto segreto. Si tratta del terzo passaggio parlamentare dopo le modifiche apportate dal Senato che ha introdotto le preferenze con i capilista bloccati e innalzato il numero delle firme richieste ai partiti non presenti in Parlamento per presentarsi alle elezioni.
Mercoledì la Camera aveva approvato la terza fiducia posta dal governo sui primi 3 articoli della legge. Giovedì è stato il passaggio finale, il più delicato. Se in quest’ultimo passaggio il voto fosse stato contrario, il testo sarebbe stato respinto, ma il governo non sarebbe stato formalmente obbligato a dimettersi.
Cosa prevede la nuova legge elettorale italiana
I primi due articoli (votati con la fiducia) contengono le modifiche più importanti:
- introducono le preferenze, affiancandole ai capilista bloccati, e stabiliscono le regole per l’elezione di Camera e Senato con questo sistema;
- prevedono l’aumento da 1.500 a 6mila del numero di firme che i partiti senza rappresentanza parlamentare devono raccogliere per presentarsi alle elezioni e modificano le regole sulla rappresentanza di genere. Il terzo articolo riguarda invece i collegi uninominali della provincia di Bolzano,
- l’articolo 8, introduce una delle novità più attese: il diritto di voto per i fuorisede,
Il voto di fiducia è un espediente a cui il governo ricorre quando vuole accelerare i tempi di approvazione di un provvedimento o quando vuole limitare la discussione e l’ostruzionismo da parte delle opposizioni: in questo modo si vota sul testo proposto senza possibilità di modifiche, ma il governo subordina la propria permanenza all’approvazione di quel testo. Se la Camera non approva, automaticamente il governo decade.
Perché è importante il nodo delle pensioni per i parlamentari di prima nomina
Messi di fronte alla minaccia di una crisi di governo, ci si aspettava che la gran parte dei parlamentari approvasse la riforma.
C'è una data che tutti i politologi italiani cercano di calcolare al meglio: quando la legislatura in corso avrà raggiunto 4 anni, 6 mesi e un giorno sui 5 anni totali previsti.
È in quella data che i deputati alla prima legislatura maturano i requisiti per ottenere la pensione da parlamentare (cioè circa 1.500 euro che potrebbero essere riscossi solo a partire dai 65 anni).
Per il governo attuale cade il 14 aprile 2027, la storia politica italiana ci insegna che prima di quella data è veramente difficile che si vada al voto.
Quali sono i punti della nuova legge elettorale su cui il governo teme la Consulta
C'è comunque il timore che la Corte Costituzionale bocci la riforma. Complicherebbe i piani di Palazzo Chigi ed esporrebbe la destra a una critica feroce in campagna elettorale: aver prodotto una legge che lascia l’Italia nel pantano. Ecco i punti che potrebbero risultare anticostituzionali secondo le opposizioni:
- il premio di maggioranza del Senato,
- l’obbligo di presentare 300mila firme se non si possiede un simbolo che ha già corso alle elezioni,
- l'assenza di una previsione di almeno un 40% di donne come capilista.