Secondo un nuovo rapporto, le campagne di disinformazione legate alla Russia sulle elezioni in Estonia e Lettonia puntano meno su candidati o voto e più sulla confusione sui temi di sicurezza che orientano gli elettori
Falsi video, siti che imitano testate reali, immagini generate con l'intelligenza artificiale e storie costruite attorno a fatti realmente accaduti. È così che, secondo un rapporto della società londinese di analisi delle minacce Refute, campagne di disinformazione legate al Cremlino hanno cercato di influenzare il dibattito pubblico in Estonia e Lettonia in vista delle elezioni.
L'obiettivo, secondo Tom Garnett, cofondatore e amministratore delegato di Refute, è "disorientare i cittadini, plasmare il dibattito pubblico e accentuare le divisioni in vista delle elezioni".
Le campagne hanno fatto leva su paure e questioni già presenti nel dibattito pubblico: la guerra russa in Ucraina, il ruolo della NATO, i droni e la sicurezza delle frontiere. A eventi reali sono state sovrapposte ricostruzioni inventate, con l'obiettivo di alimentare dubbi sulla sicurezza dei Paesi baltici, sul sostegno all'Ucraina e sulla credibilità delle istituzioni.
E non si sono fermate ai confini della regione. Secondo Refute, le narrazioni sono state diffuse anche verso pubblici internazionali, per indebolire all'estero la percezione della sicurezza dei Paesi baltici.
Il falso video di Euronews e i militari NATO "uccisi"
In Lettonia, alla vigilia delle elezioni parlamentari del 3 ottobre 2026, è circolato un video manipolato che si presentava come un servizio di Euronews.
La storia raccontava che un soldato ucraino avesse ucciso tre militari della NATO durante l'esercitazione Baltic Trust 26 e si fosse poi suicidato. Il video lasciava intendere inoltre che l'esercitazione fosse stata interrotta a causa delle presunte vittime.
Non era vero. L'esercitazione si era conclusa regolarmente e le Forze armate nazionali lettoni avevano denunciato rapidamente il contenuto come parte di una campagna di disinformazione coordinata. Euronews ha confermato di non aver realizzato né pubblicato il video.
Secondo Refute, la falsa notizia è circolata tra il 14 agosto e il 6 settembre attraverso decine di account, raggiungendo complessivamente oltre 1,85 milioni di persone.
La smentita, però, non ha fermato la storia. Il contenuto è stato tradotto in diverse lingue, rilanciato da influencer e successivamente ripreso in ambienti informativi filorussi come se l'episodio fosse realmente avvenuto.
Il rapporto individua anche una caratteristica ricorrente di queste operazioni: lo stesso contenuto viene adattato a pubblici diversi. Refute ha identificato otto versioni dello stesso video, comprese quelle destinate a utenti arabofoni e ispanofoni e alcune che utilizzavano immagini generate dall'intelligenza artificiale.
In Estonia spunta il falso legame con Epstein
In Estonia, invece, la disinformazione ha puntato direttamente sulla politica nazionale.
Un sito di fake news ha pubblicato una storia inventata che collegava il presidente estone uscente Alar Karis e il presidente lituano Gitanas Nausėda alla rete di traffico sessuale legata a Jeffrey Epstein.
Il sito, chiamato "euobserver.news", era costruito per assomigliare alla testata europea EUobserver: ne imitava l'aspetto, riproduceva articoli autentici e utilizzava anche biografie reali dei giornalisti.
La storia è stata poi spinta sui social attraverso un video narrato con una voce generata dall'intelligenza artificiale e più di una dozzina di account che, secondo Refute, avevano complessivamente circa 780.000 follower.
È un meccanismo che permette alla falsa notizia di apparire più credibile proprio perché inserita in un ambiente informativo familiare: il nome di una testata conosciuta, articoli autentici e profili reali vengono utilizzati come elementi di contesto per dare autorevolezza a una storia inventata.
Dai droni reali alle storie inventate
Un'altra campagna ha sfruttato invece il tema dei droni.
Un sito che imitava la testata statunitense specializzata in difesa The Defense Post ha sostenuto che un drone ucraino fosse entrato nello spazio aereo estone e avesse danneggiato due F-16 portoghesi vicino alla base aerea di Ämari, provocando danni per circa 120 milioni di euro.
Anche in questo caso la storia prendeva spunto da elementi reali: in precedenza droni erano effettivamente entrati nello spazio aereo dei Paesi baltici, mentre la guerra elettronica russa aveva contribuito a deviarne alcuni.
Il racconto falso inseriva però questi episodi in un contesto completamente diverso, attribuendo all'Ucraina un'azione che non risultava avvenuta.
Secondo Refute, la narrazione mirava a "corrodere la fiducia nell'Ucraina, mettere in discussione il sostegno estone ed europeo a Kiev e alimentare dubbi sulle difese aeree dell'Estonia". La storia è stata diffusa in almeno sette lingue, agganciandosi al dibattito già in corso sulla sicurezza dello spazio aereo estone e sul sostegno a Kiev.
La strategia: adattare la stessa storia a ogni pubblico
Per Refute, non si tratta semplicemente di contenuti falsi pubblicati e ripubblicati. Le campagne vengono spesso ricostruite per piattaforme e pubblici differenti.
Una stessa narrazione può diventare un video breve per i social, un contenuto in un'altra lingua, un articolo su un sito che imita una testata conosciuta oppure un filmato con immagini generate dall'IA.
In alcuni casi, inoltre, le storie vengono trasferite dai social a siti web multilingue. Questo permette di dare loro una presenza più duratura e di creare pagine che possono essere successivamente citate come "fonti", anche quando i post originali sono stati segnalati o rimossi.
"Le campagne individuate da Refute rispecchiano tattiche ripetute che segnano un cambio di passo nel modo in cui la Russia prende di mira in modo sistematico gli ecosistemi informativi nei Paesi baltici e oltre", ha affermato Vlad Galu, cofondatore e direttore tecnico della società.
Estonia e Lettonia sono particolarmente esposte a questo tipo di operazioni: entrambi i Paesi sono membri dell'UE e della NATO, condividono un confine con la Russia o la sua area di influenza e sostengono fortemente l'Ucraina.
La disinformazione, in questo contesto, non deve necessariamente convincere tutti. Può essere sufficiente moltiplicare le versioni dei fatti, mescolare eventi reali e invenzioni e rendere più difficile per gli utenti distinguere ciò che è accaduto da ciò che è stato costruito.