La fusione tra gastronomia e ospitalità è una delle principali forze trainanti nel mondo dei viaggi di lusso. Abbiamo parlato con Marie-France Perrel della Guida Michelin di come il settore stia cambiando.
In passato il settore dei viaggi di lusso ruotava attorno a hotel sfarzosi e ambienti opulenti. Oggi però, per chi viaggia, è sempre più difficile definire che cosa sia davvero l’esperienza di lusso.
Intervenendo all’Euronews Travel & Tourism Summit 2026 a Bruxelles la scorsa settimana, Marie-France Perrel, Head of Business Development, Hotels al Michelin Guide, ha spiegato che l’ospitalità di alta gamma si è evoluta in un insieme che fonde cucina, benessere, qualità del servizio e legame con la destinazione.
"Il lusso oggi è completamente diverso rispetto al passato", ha detto. "Non coincide più con gli standard di opulenza che avevamo in mente. Non si misura più in base alla quantità di marmo in un bagno o al numero di camere in una proprietà".
Perrel ha sottolineato che i viaggiatori cercano "strutture che ti restituiscono il senso del luogo" e hotel con un legame speciale con ciò che li circonda. "È davvero un intero ecosistema, e credo che questo sia il lusso di oggi", ha aggiunto.
Parte della stessa esperienza di viaggio
Il cibo è sempre più centrale in questa nuova definizione di ospitalità. Se da sempre c’è un legame tra il mangiare e il viaggiare, Michelin osserva che i visitatori considerano in misura crescente le due dimensioni come parte della stessa esperienza.
"Prima venivano vissuti come due momenti separati, mentre ora li vediamo come un’unica esperienza", ha detto Perrel.
I dati interni di Michelin mostrano che gli utenti che cercano di prenotare hotel nel Nord Europa, nella stessa sessione di ricerca, cercano anche ristoranti nelle vicinanze.
Perrel ha parlato anche della crescita dei viaggi di "intentional travel around food", ovvero viaggi pensati appositamente intorno al cibo, con turisti che prenotano le vacanze proprio per assaggiare un piatto o una cucina specifica.
"Vogliono partecipare a walking food tour, oppure scegliere una destinazione perché in televisione hanno visto un pasto straordinario consumato lì", ha spiegato.
"Vogliono mangiare quella stessa pizza autentica, o qualunque altra specialità sia. Quindi sì, il cibo è una componente enorme del viaggio oggi".
Che cosa sono le Michelin Keys?
Il legame di Michelin con il viaggio risale a oltre un secolo fa. La prima Guida Michelin è stata pubblicata in Francia nel 1900 per incoraggiare gli automobilisti a mettersi in strada, elencando informazioni pratiche tra cui i luoghi dove mangiare e soggiornare. Michelin ha iniziato ad assegnare le sue stelle ai ristoranti nel 1926.
Gli hotel compaiono nelle guide da decenni, ma l’azienda ha introdotto la distinzione "Michelin Key (fonte in inglese)" (Chiave Michelin) nel 2024, applicando una metodologia dedicata per individuare le esperienze alberghiere d’eccellenza.
La sua selezione globale 2026 comprende 2.832 hotel Michelin Key in 79 destinazioni: 2.020 con una chiave, 657 con due chiavi e 155 con tre chiavi. Circa 470 hotel sono entrati in selezione quest’anno, mentre 18 hanno ricevuto tre chiavi per la prima volta.
Una chiave indica un "soggiorno molto speciale", mentre due chiavi segnalano un "soggiorno eccezionale". Tre chiavi sono riservate al livello più alto: un soggiorno straordinario che offre un’esperienza definitiva. "È un po’ la situazione del viaggio di una vita", ha commentato Perrel.
Ma le selezioni di Michelin mostrano come il lusso non debba rientrare in un unico stampo. Il suo portafoglio di hotel spazia dai grandi alberghi alle boutique indipendenti e ai retreat. "Quello che amo è che non è un modello preconfezionato", ha detto Perrel. "Il lusso non ha un solo volto. È uno spettro molto ampio".
Alla fine del suo intervento al summit di Euronews, a Perrel è stato chiesto di condividere un consiglio con i viaggiatori che stanno scegliendo l’hotel per la prossima vacanza. La sua risposta è stata di guardare al viaggio "al contrario".
"Provate a pensare al vostro prossimo viaggio in modo diverso e, invece di scegliere una destinazione, scegliete prima l’hotel", ha detto. "Non guardate alla destinazione, ma cercate un hotel che vi parla e poi andate in quel posto".