Ripresa l'attività vulcanica dell'Etna. Voli sospesi a Catania fino a domenica a causa della cenere. Sindacati protestano per i disagi creati dai voli dirottati sugli altri scali della Sicilia
L'aeroporto di Catania-Fontanarossa è nuovamente paralizzato a causa dell'attività vulcanica dell'Etna, che ha costretto le autorità a interrompere le operazioni di volo. La Sac, società di gestione dello scalo, ha comunicato la chiusura degli spazi aerei corrispondenti a causa dell'abbondante emissione di cenere nell'atmosfera e della direzione sfavorevole dei venti.
Tutte le attività in arrivo e in partenza sono state ufficialmente sospese fino alle ore 12 locali di domenica 27 settembre. Per limitare i disagi, la società ha invitato i passeggeri a non recarsi presso il terminal senza aver prima verificato lo stato del proprio volo con le rispettive compagnie aeree.
Il blocco ha innescato, nella giornata di sabato, pesanti ripercussioni sull’intera rete dei trasporti regionale. La sospensione dei voli ha infatti generato un effetto domino sugli altri scali siciliani, come Comiso, Palermo e Trapani, improvvisamente congestionati dai numerosi aerei dirottati in emergenza. La gestione di questa situazione, che ha lasciato a terra migliaia di viaggiatori alla ricerca di soluzioni alternative, ha rapidamente trasformato il disservizio logistico in un caso di polemica economica e sindacale.
Rischio speculazioni sulle tariffe voli e critiche dai sindacati
La paralisi ha scatenato la dura reazione delle associazioni, che denunciano il rischio di speculazioni sulle tariffe aeree in un momento di forte vulnerabilità per i cittadini. Acli Terra ha segnalato rincari anomali e costi proibitivi per i voli da e per l'isola, evidenziando casi limite come un collegamento Verona-Palermo schizzato a circa 1.180 euro. Sottolineando come un’emergenza naturale non debba trasformarsi in un danno economico per le famiglie, l'associazione ha chiesto alle autorità di vigilare sui rincari, evidenziando che la capacità di gestire eventi ricorrenti incide direttamente sulla credibilità e sulla reputazione dell'intero sistema Sicilia.
Sulla stessa linea d'onda, i sindacati dei trasporti puntano il dito contro le falle organizzative, definendo la situazione un "totale caos". Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti Sicilia denunciano con sconcerto l'assenza di un piano di contingenza per l'eruzione dell'Etna, un fenomeno che considerano ormai strutturale e non più imprevedibile. A pagare il prezzo più alto, secondo le sigle sindacali, sono i lavoratori del comparto aereo e di terra, costretti a fronteggiare l'esasperazione dei passeggeri in condizioni di estremo stress e senza chiare linee guida.
I sindacati tornano quindi a sollecitare la Regione per la sottoscrizione di un protocollo permanente che stabilisca flussi operativi certi e tutele adeguate, superando una volta per tutte l'inefficace logica della continua emergenza.