Giocavano insieme nel Borussia Dortmund, oggi guidano le nazionali di Norvegia e Inghilterra. Alla vigilia della semifinale mondiale la loro amicizia speciale è in primo piano.
Questo sabato è in programma il terzo quarto di finale del Mondiale: la Norvegia affronta l’Inghilterra. Ma alla vigilia l’attenzione non è rivolta a tattiche e formazioni. Al centro ci sono soprattutto due giocatori di cui parlano i media, dal Kicker a Vogue: gli ex giocatori del Borussia Dortmund Jude Bellingham ed Erling Haaland.
Entrambi sono tra gli uomini chiave delle rispettive nazionali. Oltre al talento straordinario li unisce però anche una forte amicizia.
Uno sguardo a quella che è probabilmente la “bromance” più famosa di questo Mondiale.
Crescere insieme li ha uniti
L’amicizia tra il norvegese Erling Haaland e l’inglese Jude Bellingham è nata al Borussia Dortmund. Quando Haaland è arrivato al BVB nel gennaio 2020 aveva 19 anni. Pochi mesi dopo è arrivato anche Jude Bellingham, a 17 anni. Insieme, tra il 2020 e il 2022, hanno trasformato il Dortmund in una delle squadre offensivamente più spettacolari d’Europa.
I numeri mostrano quanto fosse stretto il loro legame in campo: secondo il portale Transfermarkt hanno disputato 63 partite ufficiali insieme, per un totale di 4.301 minuti fianco a fianco. Il bilancio parla di sette gol combinati e della conquista della Coppa di Germania nella loro prima stagione insieme, il 2020/21.
Ma il loro legame non si limitava al calcio. A Dortmund dall’intesa in campo è nata un’amicizia profonda. «È un bravo ragazzo e un talento enorme. Con lui mi trovo benissimo, in campo e fuori», disse allora Haaland.
Durante un’altra intervista Bellingham si avvicinò all’allora compagno del BVB, gli stampò un bacio sulla guancia e regalò così uno dei momenti più celebri della loro amicizia.
Quasi in contemporanea sulla scena più grande
Il periodo vissuto insieme a Dortmund è stato breve, ma ha lasciato il segno. Nell’estate 2022 Haaland è passato al Manchester City, un anno più tardi Bellingham ha salutato per trasferirsi al Real Madrid.
Per Bellingham l’addio a Haaland è stato chiaramente doloroso: «Ho amato il nostro vecchio numero 9. Parliamo di un giocatore straordinario, ma anche di una persona meravigliosa. Mi manca», disse dopo il trasferimento dell’attaccante in Inghilterra.
Da allora i loro percorsi si incrociano regolarmente sul palcoscenico più prestigioso del calcio europeo. Da compagni di squadra sono diventati rivali, ma la loro amicizia non ne ha risentito.
Ora i due si trovano uno di fronte all’altro, da avversari, in una delle partite più importanti delle loro carriere. Per fortuna duelli del genere non sono una novità per loro. Anche nella scorsa stagione si sono affrontati più volte con le nuove maglie. Abbracci prima del fischio d’inizio, battute e risate comuni continuano però a segnare i loro incroci, anche se in campo restano concorrenti.
Che sia la Norvegia a conquistare il suo primo titolo mondiale o che l’Inghilterra ponga fine a una lunga astinenza importa poco: per Haaland e Bellingham, quella sera, conta una sola cosa, raggiungere la semifinale. Il rispetto reciproco è garantito, ma difficilmente ci saranno regali. Per vincere il Mondiale, almeno in teoria, bisogna saper battere anche il migliore amico.